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La diffamazione a mezzo stampa. Problemi e prospettive legislative

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12 Infatti, se da un lato la presunzione di innocenza è prevalsa dall’interesse pubblico alla conoscenza dei fatti, come stabilito dalla Cass. sez. V, 18 dicembre 1980 (Rizzo, 2002, 143), dall’altro, “come affermato dalla stessa Corte europea dei diritti dell’uomo, l’esercizio del diritto di cronaca giudiziaria non può tradursi nella celebrazione di pseudoprocessi, che inducano la pubblica opinione a «prendere conclusioni» sulla base di quanto viene diffuso dai mezzi di comunicazione di massa, con il rischio ulteriore di una perdita di fiducia nell’autorità giudiziaria, in aggiunta alla violazione della presunzione di non colpevolezza degli accusati” (sent. 26 aprile 1979) 7 . Dunque, al giornalista non è consentito preannunciare notizie ancora incerte. Un principio che, di conseguenza, va a caratterizzare e quindi a disciplinare anche i tre criteri principali della cronaca. “Il limite della verità deve essere restrittivamente inteso, dovendosi verificare la rigorosa corrispondenza tra quanto narrato e quanto realmente accaduto, perché il sacrificio della presunzione di innocenza non può esorbitare da ciò che sia necessario ai fini informativi” (Cass., pen., sez. V, 3 giugno 1998) 8 . Infatti, rispettare il limite della verità dei fatti, comporta l’adeguato e dettagliato controllo delle fonti, che in questo specifico ambito devono essere necessariamente costituite da “dibattimenti penali, decisioni pubbliche, organi di polizia giudiziaria o altre fonti certe” (Zeno- Zencovich, 1995, 16) o da “atti giudiziari, rapporti di polizia e dispacci di agenzie giornalistiche”, indicate come fonti di particolare autorevolezza dal Trib. Messina, 13 dicembre 1988. Si tratta però di indirizzi che comunque vengono surclassati da quello prevalente secondo cui “non esistono fonti privilegiate, e non possono qualificarsi tali i funzionari di polizia che vengano meno agli obblighi di riservatezza, o le agenzie stampa o la RAI, o altri giornali” (vedi Cass. 30 giugno 1984 e Trib. Roma, 6 aprile 1988) 9 , esclusi i casi previsti dagli artt. 114 e 329 c.p.p., dove, nel disciplinare le fonti coperte dal segreto, si dispongono le ipotesi di “desegretazione” degli atti processuali o 7 G. Rizzo, 2002, 143 8 F. Abruzzo, op. cit., 2004 9 V. Zeno-Zencovich, 1995, 16 e 19

Anteprima della Tesi di Carmela Mariano

Anteprima della tesi: La diffamazione a mezzo stampa. Problemi e prospettive legislative, Pagina 14

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Carmela Mariano Contatta »

Composta da 148 pagine.

 

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