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La diffamazione a mezzo stampa. Problemi e prospettive legislative

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7 fase di raccolta e controllo delle fonti, possono sussistere circostanze che inducono il cronista in errore. Nel trattare in tali casi l’assunzione di responsabilità del giornalista, il giudice di legittimità e la giurisprudenza in generale (dagli anni ’60, prima, e più specificatamente negli anni ’80, dopo), si è trovata sostanzialmente unanime nello stabilire che “non risponde al reato di diffamazione il giornalista che dia la prova dei fatti e delle circostanze che rendano attendibile e giustifichino il proprio errore e che riscontrano la cura da lui posta nella verifica della verità dei fatti narrati” (Zeno-Zencovich, 1995, 176). Dunque, il tutto si riconduce al rispetto della verità sostanziale delle fonti (si veda in merito Cass. 18 ottobre 1984 e art. 2 della l. n.69/63). Sono condizioni queste che, anche se stabiliscono la rilevanza della buona fede o dell’errore incolpevole, non esimono il cronista dal rispettare i principi d’interesse pubblico e continenza. “Evidente è la ratio che anima i giudici di legittimità, i quali hanno da sempre ammonito che ragioni di speditezza e celerità dell’informazione, non possono prevalere sulla tutela della dignità della persona. Non va, infatti, dimenticato che la libertà di pensiero è riconosciuta e garantita a tutela della democrazia e della persona. Essa, pertanto, non può essere utilizzata per scalfire proprio quei beni che la impongono e la giustificano” (Rizzo, 2002, 110). La necessità, dunque, di pubblicare una notizia vera, si riconduce al secondo limite a cui è sottoposto il diritto di cronaca, ovvero l’interesse pubblico, essendo stato stabilito più volte dalla giurisprudenza che una notizia falsa non ha nessuna rilevanza sociale, in quanto non contribuisce alla corretta formazione dell’opinione pubblica (si veda Cass. 10 febbraio 1989; Cass. 14 giugno 1988). È proprio la funzione educatrice della cronaca che le permette di soddisfare il limite-requisito di interesse pubblico (si veda anche art. 41 Cost.), in quanto è tramite l’informazione ricevuta che le persone acquisiscono gli strumenti necessari al fine di effettuare una corretta valutazione degli avvenimenti narrati e dei soggetti coinvolti (tale è il cosiddetto “limite funzionale”). Il concetto di interesse pubblico, inoltre, è stato più volte
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La diffamazione a mezzo stampa. Problemi e prospettive legislative

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Informazioni tesi

  Autore: Carmela Mariano
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi del Molise
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Alessandro Barbano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 148

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diffamazione
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