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Dall'analisi della scena del delitto al profilo psicologico del criminale

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10 di informazioni e di segni da decriptare e utilizzare per lo scoprimento dei delitti e l’identificazione dei colpevoli. In Francia, Bertillon (1897) ideò un metodo di segnalamento antropometrico per l’identificazione dei recidivi (bertillonage), che fu poi completato dal metodo dattiloscopico, già proposto da Gallaton nel 1892 e perfezionato dal Gasti. In Italia, Ottolenghi fondò la Polizia scientifica (1907) e sostenne il principio che nella lotta contro il delitto non bastavano le ricerche tecniche di laboratorio, ma occorreva anche la conoscenza della psicologia dei delinquenti, tratta dalla cultura antropologica e psicologica, che anche i funzionari di pubblica sicurezza erano tenuti a sapere. Sorse poi la teoria dell’interscambio avanzata da Locard (1931) secondo la quale il delinquente lascia sempre qualcosa sulla scena del delitto e nello stesso tempo porta con sé qualcosa che prima non aveva. La tecnica ispettiva del sopralluogo venne assumendo la veste scientifica di una “semiotica giudiziaria” indirizzata alla descrizione fedele di ciò che era stato trovato sul luogo del delitto. L’applicazione di questi principi portò a considerare il sopralluogo una specie di ritratto parlato, scaturito dall’esame e dal giudizio dedotti dai reperti raccolti percettivamente e scientificamente, che rappresentava l’atto primo e fondamentale di ogni inchiesta giudiziaria e la base indispensabile di ogni altra indagine successiva.

Anteprima della Tesi di Erika Raffaella Santacroce

Anteprima della tesi: Dall'analisi della scena del delitto al profilo psicologico del criminale, Pagina 7

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Erika Raffaella Santacroce Contatta »

Composta da 75 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 14377 click dal 03/05/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.