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Il Mediatore Europeo

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istruito sulle modalità di trattamento delle richieste di accesso e che spesso i documenti erano resi pubblici soltanto dopo un considerevole lasso di tempo. Sulla base delle informazioni fornitegli, risultò che un solo organo 4 aveva già adottato norme in tal senso e che la maggior parte delle altre istituzioni ed organi, ma non tutti, intendevano fare altrettanto. Il Mediatore, pertanto, concluse l’indagine con la decisione adottata il 20 dicembre 1996. In tale decisione, ricordando che la Corte di giustizia è l’autorità suprema relativamente alle questioni attinenti al diritto comunitario e tenendo, quindi, in conto la sua giurisprudenza, affermava che non adottare o non rendere facilmente accessibili al pubblico norme sull’accesso ai documenti costituiva un caso di cattiva amministrazione. Infatti, rilevava il Mediatore, che l’accesso del pubblico ai documenti non solo assicura il controllo sull’operato dell’amministrazione comunitaria, ma, permettendo al cittadino di conoscere le motivazioni in base alle quali vengono prese le decisioni, gli consente di meglio tutelare i propri interessi che ne risultino incisi. Per tali motivi, il Mediatore rivolgeva ad istituzioni ed organi interessati progetti di raccomandazione, affinché provvedessero in tal senso; in particolare, per quel che concerne la Corte di giustizia ed il Parlamento europeo, il Mediatore precisava che le dette raccomandazioni erano da intendersi come riferite esclusivamente ai documenti amministrativi. 5 Conformemente a quanto previsto da art. 3 par. 6 dello Statuto 6 , nei tre mesi successivi pervenivano al Mediatore i pareri circostanziati delle istituzioni e degli organi interessati sai suoi progetti di raccomandazione. Di tali pareri, è d’uopo menzionare, per la particolare rilevanza, quelli del Parlamento europeo e della Corte di giustizia: con riferimento al primo, il Parlamento informava il Mediatore di aver adottato le richieste disposizioni con decisione del 10 luglio 1997, sottolineando che esse 4 Si trattava dell’Ufficio per l’armonizzazione del mercato interno. 5 E’ noto, infatti, che la funzione giurisdizionale della Corte è esclusa dalle competenze del Mediatore come definite dall’art 195 TCE e che il concetto di “cattiva amministrazione non ricomprende l’attività politica del Parlamento 6 Art. 3 par. 6 St. M.E: “Il Mediatore, quando ha individuato un caso di cattiva amministrazione, ne informa l’istituzione o l’organo interessato, proponendo, se del caso, progetti di raccomandazione. L’istituzione o l’organo interessato è tenuto a trasmettergli entro tre mesi un parere circostanziato”.

Anteprima della Tesi di Pasquale Lauro

Anteprima della tesi: Il Mediatore Europeo, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Pasquale Lauro Contatta »

Composta da 146 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.