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Volatilità dei tassi di cambio e regolamentazione dei movimenti internazionali di capitali

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Capitolo primo 12 Infatti, l’evidenza ha dimostrato come il tasso di cambio a termine non sia uno stimatore non distorto del futuro tasso di cambio a pronti, visto che meno del 10 per cento delle effettive variazioni mensili dei tassi di cambio sono previste con esattezza dai premi o sconti dei cambi a termine, e come perciò non contribuisca a contenere i costi opportunità associati ai contratti a termine in condizioni di eccessiva variabilità dei tassi di cambio a pronti. 11 La considerazione dell’imprevedibilità delle fluttuazioni attraverso la deviazione standard fa emergere gli ulteriori costi connessi con una variabilità eccessiva dei cambi. Innanzitutto, una maggiore volatilità contribuisce ad aumentare i costi di transazione per ottenere valuta estera a pronti o a termine, accrescendo il differenziale tra le quotazioni di acquisto e di vendita, generalmente ritenuto una buona stima dei costi stessi, che comunque rimangono una piccola frazione del valore della transazione. 12 Inoltre, gli investitori, mantenendo posizioni aperte nette creditorie o debitorie in valuta estera, sostengono dei costi, direttamente proporzionali alla volatilità, per gli utili o le perdite in conto capitale che ne derivano. Poiché i mercati a termine dei cambi non sono progettati per compensare un rischio di cambio indeterminato, l’operazione di copertura comporta dei costi per riallocare la ricchezza in modo da neutralizzare l’incertezza relativa alle variazioni dei cambi. 13 Anche se rimangono parecchie differenze, si accetta generalmente che il tasso di cambio di equilibrio di breve periodo si determini come i prezzi di altre attività finanziarie. Secondo alcuni approcci monetari che sottolineano l’importanza delle aspettative, i tassi di cambio (e i prezzi di altre attività finanziarie), sarebbero influenzati dai valori presenti e attesi nel futuro di vari fattori reali e monetari. Un cambiamento non anticipato di politica economica può causare volatilità del tasso di cambio, essendo influenzato direttamente dalla domanda e offerta correnti di valuta e indirettamente, ossia attraverso i tassi di cambio attesi in futuro e i mercati internazionali di capitale, dalla domanda e offerta future di valuta. Altri approcci monetari, giustificando in tal modo la volatilità eccessiva dei tassi di cambio rispetto a quella degli indici aggregati dei prezzi, sottolineano come nei mercati valutari dei cambi il prezzo della valuta estera si aggiusti istantaneamente per eliminare lo squilibrio, e come invece nella maggior parte dei mercati dei beni (diversi da borse merci organizzate) questo possa persistere a causa di razionamenti quantitativi e di prezzi vischiosi. In base all’approccio di portafoglio i tassi di cambio si determinano simultaneamente ai prezzi di altre attività finanziarie in quanto i detentori di ricchezza aggiustano continuamente i loro portafogli per mantenere l’equilibrio finanziario, in risposta ai continui shock reali, monetari e fiscali che avvengono in un’economia, ossia ai cambiamenti non previsti nei fattori economici sottostanti che causino delle variazioni nell’offerta relativa delle diverse attività finanziarie. 14 Perciò, nel breve periodo, ci si deve aspettare che i tassi di cambio (e i prezzi delle altre attività) si aggiustino continuamente ed istantaneamente per ristabilire l’equilibrio, esibendo così una volatilità proporzionale alle dimensioni, mutevoli nel tempo, degli shock economici. Al contrario, gli indici aggregati dei prezzi risponderebbero molto lentamente ad un disturbo inatteso, poiché i mercati dei beni possono trasmettere lo squilibrio attraverso meccanismi di aggiustamento dei prezzi (vischiosi) o delle quantità. Confrontando la volatilità dei tassi di cambio con quella dei prezzi di altre attività finanziarie e di beni negoziati in mercati organizzati come quelli dei cambi (dove gli shock sottostanti sono dispersi in maniera 11 Mussa (1979). Cfr. Bergstrand (1983), p. 7. 12 Fieleke (1975), p. 409-426. Cfr. Bergstrand (1983), p. 7. 13 Bergstrand (1983), p. 8. 14 Bergstrand (1983), p. 9.
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Volatilità dei tassi di cambio e regolamentazione dei movimenti internazionali di capitali

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Informazioni tesi

  Autore: Angelo Gabriele Marcoccia
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Nicola Acocella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 308

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Parole chiave

attacco speculativo
controlli di capitale
crisi finanziarie
crisi valutarie
liberalizzazione finanziaria
movimenti di capitali
regimi di cambio
tasso di cambio
tobin tax
volatilità

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