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Il restauro virtuale

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Parte I – Il restauro virtuale 14 gli stessi esperti informatici, «l’arte prodotta con calcolatore è nata più di 15 anni fa, componendo forme, figure, immagini in bianco e nero e a colori con opportuni programmi che attivano i sistemi di elaborazioni di vario tipo. Le applicazioni dei sistemi e delle tecnologie di elaborazione delle immagini sulle opere d’arte sono già più recenti e riguardano molteplici aspetti relativi alla conoscenza più “oggettiva” delle opere stesse, alla loro conservazione e al loro restauro. […] E anzi, su questa seconda linea si sono avuti recentemente sviluppi estremamente importanti e promettenti, sia per quanto riguarda una conoscenza più approfondita delle opere d’arte, spingendosi – se così si può dire – entro di esse per carpirne i segreti e contenuti più intimi, sia per la messa a punto di tecnologie atte a preservare le opere stesse per tramandare in modo sicuro il valore, patrimonio irripetibile dell’umanità intera» 5 . Si arriva così agli anni ’90, nei quali si è vista concludere «la nascita e l’evoluzione di un’idea, mossa da una curiosità stravagante, nata per caso da un’intuizione improvvisa e sviluppatasi fino a divenire una realtà innovativa e consolidata» 6 . Come si è già detto infatti, è nel 1994, nell’ambito delle nuove realtà in materia di restauro del patrimonio librario e documentaristico, che viene coniato ufficialmente il termine “restauro virtuale”, subito contestato nel 1995 al convegno “Verso il restauro virtuale?” organizzato dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze per presentarne le prime sperimentazioni, e poi nuovamente nel 1999 in occasione di un secondo convegno scientifico, organizzato questa a volta a Roma con il titolo “Oltre il visibile: restauro fisico per conservare e restauro virtuale per valorizzare” 7 . Ad oggi quindi, nonostante i notevoli passi avanti nel campo tecnologico, non solo non esiste una definizione univoca sullo statuto delle operazioni legate al restauro virtuale (o più semplicemente un vero e proprio “manuale” di restauro virtuale), ma si è dato il via ad un acceso dibattito sulla sua legittimità, condotto prevalentemente attraverso articoli editi dalle maggiori riviste e pubblicazioni di settore e, ovviamente, on line su internet: da quando infatti «la parola “virtuale” è uscita dai laboratori di fisica delle particelle, dove è nata per specifici scopi teoretici, e scorrazza indisturbata in tutti gli ambiti culturali, c’è in giro una ricchezza di “virtualità” non sempre facile da comprendere» 8 . NOTE: 1 C.BRANDI, “ Teoria del restauro ”, Einaudi, Torino, 1999, cit. pag. 7. 2 G.BENELLI ,V.CAPPELLINI, E.DEL R E , C.LONESE,“Il calcolatore per le opere d’arte”, in U.BALDINI,“Metodo e scienza. Operatività e ricerca nel restauro”, Sansoni Editore, Firenze, 1982, cit. pag. 328. 3 O.CASAZZA,“Il restauro pittorico nell’unità di metodologia”, Nardini Editore, Firenze, 1999, cit. pg 80. 4 G.PERUSINI,“Il restauro dei dipinti e delle sculture lignee. Storia, teorie e tecniche”, Del Bianco Editore, Udine, 1994, cit. pag. 151. 5 V.CAPPELLINI,“Elaborazione numerica delle immagini”, Boringhieri, Torino, 1985, cit. pag. 323- 325. 6 D.MOSCHINI,“Restauro virtuale. La tecnica per il recupero digitale delle informazioni nascoste”, in AA.VV, “Kermes – La rivista del restauro n° 41”, Nardini editore, Firenze, Gennaio-Marzo 2001, cit. pag. 45. 7 Per ulteriori informazioni circa le critiche e di dibattito sulla legittimità del restauro virtuale si vedano il capitolo “Premessa”, pp. 10-12 e il capitolo “Valutazioni critiche”, pp. 27-29 del presente volume. 8 M.CURUZ BERNARDELLI,“Caro restauratore, sei apocalittico o integrato?”, in AA.VV, “STILEarte n° 53”, Comunicare S.r.l, Brescia, Novembre 2001, cit.
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Il restauro virtuale

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Informazioni tesi

  Autore: Cristina Uva
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Accademia di Belle Arti
  Facoltà: Pittura e restauro
  Corso: Restauro pittorico
  Relatore: Silvia Gaggioli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 102

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