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Il rapporto tra le Regioni e l'Unione europea

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6 organizzazioni internazionali le immagini classiche della monoliticità degli Stati e dell’indipendenza e dell’unitarietà della rappresentanza internazionale. A partire dagli anni Ottanta questa impostazione internazionalistica si è però evoluta in senso positivo per le autonomie territoriali. Tappe essenziali di questa evoluzione sono in particolare tre, a ciascuna di esse è dedicato uno specifico capitolo. Nel II capitolo vengono affrontati i temi della politica economica e sociale comunitaria e dell’introduzione nel suo ambito del principio di compartecipazione sulla base del quale alle Regioni, a partire dalle riforme dei Fondi strutturali del 1988, è stato riconosciuto un importante ruolo sia nella fase di pianificazione (le autorità locali predispongono la valutazione dei bisogni del territorio e delle risorse necessarie per soddisfarli sulla cui base l’autorità nazionale redige il PSR e vengono coinvolte nel processo di negoziazione predisposto dalla Commissione per approvare il QCS); sia nella fase di programmazione (le Regioni gestiscono il POR); sia in quello di attuazione (di cui le Regioni sono responsabili soprattutto nell’ambito della progettazione integrata). Nel III capitolo si analizza il favor riconosciuto alle Regioni mediante l’introduzione del principio di sussidiarietà che dovrebbe essere interpretato nella sua accezione ‘negativa’ e che dovrebbe essere esteso dal riduttivo binomio UE-Stati al non più trascurabile terzo livello di governo. Il IV capitolo è da ultimo dedicato al Comitato delle Regioni, la cui istituzione avvenuta con il Trattato di Maastricht, è un’importante conquista della causa regionalista in Europa perché esso è l’organo comunitario istituzionalmente deputato ad interpretare le esigenze locali e regionali. Nella II sezione – L’Europa e le Regioni. Il punto di vista interno – l’analisi si sposta sul piano interno e si concentra sugli ‘strumenti’ messi a disposizione alle Regioni dall’ordinamento interno italiano per consentire loro di usufruire degli spazi aperti dall’Unione. Viene quindi tracciata la parabola nazionale che, dalla presunta ‘monolicità’ della
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Il rapporto tra le Regioni e l'Unione europea

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Informazioni tesi

  Autore: Giuseppina Doganieri
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi del Molise
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Vincenzo Colalillo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 207

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Parole chiave

comitato delle regioni
fase ascendente e fase discendente
fondi strutturali
legge la loggia
politica economica e sociale
potere estero delle regioni
principio di sussidiarietà
psr, qcs e po
riforma titolo v della parte ii della costituzione
unione europea e regioni

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