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Crisi d'impresa. Processi degenerativi, strumenti di diagnosi e misure di prevenzione.

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14 combinazione di particolari fattori e dalla composizione di forze interne ed esterne, nel quale i fenomeni della produzione, della distribuzione e del consumo vengono predisposti per il conseguimento di un determinato equilibrio economico, a valere nel tempo, suscettibile di offrire una remunerazione adeguata ai fattori utilizzati ed un compenso proporzionale ai risultati raggiunti, al soggetto economico per conto del quale l'attività si svolge»2. Questa autorevole e completa enunciazione, non rappresenta, come abbiamo appena ricordato, l’unica definizione di «azienda» presente negli studi di economia aziendale3. Detto ciò, possiamo passare all’individuazione dei caratteri principali del sistema azienda, che sono: 2 E. GIANNESSI, Le aziende di produzione originarie, Ed. Cursi, Pisa, 1960. 3 Infatti, nella letteratura economica-aziendale possiamo individuare altre nozione di “azienda” elaborate da insigni studiosi di Ragioneria e di Economia Aziendale. FABIO BESTA, il primo grande studioso di Ragioneria, la definisce in questo modo: «L’azienda è la somma dei fenomeni, o negozi, o rapporti da amministrare relativi a un cumulo di capitali che formi un tutto a sé, o a una persona singola, o a una famiglia, o a una unione qualsivoglia, od anche soltanto una classe distinta di quei fenomeni, negozi o rapporti…». La definizione del Besta (F. BESTA, in Ragioneria I, 1875), si incentra essenzialmente sul punto che l’azienda risulta essere un insieme di operazioni relative a un dato patrimonio, ma non ne coglie l’aspetto dinamico e i legami di coordinazione organica. GINO ZAPPA elabora due concezioni di azienda, la prima: «L’azienda è una coordinazione economica in atto, istituita e retta per il soddisfacimento dei bisogni umani», (G. ZAPPA, in Tendenze nuove negli studi di ragioneria, Milano Istituto Editoriale scientifico, 1927); e la seconda: «L’azienda è un istituto economico destinato a perdurare che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, ordina e svolge in continua coordinazione la produzione, o il procacciamento e il consumo della ricchezza», (G. ZAPPA, in Le produzioni nell’economia delle imprese, Tomo I, Milano, Giuffrè, 1962). Nella prima definizione lo Zappa, che fu allievo di Besta, coglie l’azienda nel suo aspetto dinamico considerandola un complesso sistematico di operazioni, fra loro connesse e costituite in unità nel tempo e nello spazio; nella seconda definizione, più ampia, egli pone in rilievo la vocazione dell’azienda a durare nel tempo, nonostante il mutare delle persone e delle condizioni interne ed esterne in cui essa si trova ad operare. PIETRO ONIDA definisce l’azienda «un complesso economico posto in essere e operante sistematicamente per il soddisfacimento in modo diretto o indiretto dei bisogni umani», (P. ONIDA, in Le discipline economico-aziendali, Giuffrè, Milano, 1951). Secondo ALDO AMADUZZI, l’azienda è «un sistema di forze economiche che sviluppa, nell’ambiente di cui è parte complementare, un processo di produzione, o di scambio, o di produzione e di consumo insieme, a favore del soggetto economico ed altresì degli individui che vi cooperano», (A. AMADUZZI, L’azienda, Utet, Torino, 1969). DOMENICO AMODEO concepisce l’azienda «come un istituto unitario e duraturo, costituito da un complesso di persone e di beni economici diretto al soddisfacimento dei bisogni umani, il quale in vista di tale fine svolge processi di acquisizione, di produzione e di consumo», (D. AMODEO, Ragioneria Generale delle imprese, Giannini, Napoli, 1965).
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Crisi d'impresa. Processi degenerativi, strumenti di diagnosi e misure di prevenzione.

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Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Antonelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Lucio Potito
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 275

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