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La previdenza complementare nella giurisprudenza della Corte costituzionale.

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8 pubblica, ed indica una molteplicità di forme svariate ed eterogenee, non collegate né funzionalmente, né strutturalmente, con la previdenza pubblica, ma tutte esplicanti una funzione sostitutiva della previdenza obbligatoria, per acquisire successivamente una residuale funzione integrativa ( o complementare ) della prestazione di base. Caratteristica della previdenza integrativa 3 era, in sintesi, quella di offrire una reale protezione aggiuntiva ai lavoratori, 3 Le prime forme di previdenza integrativa si sostanziano in “benefici accessori”, da intendersi come quell’insieme di attribuzioni patrimoniali e in natura che si aggiungono alla normale retribuzione prevista dal contratto di lavoro.Tali forme si sono sviluppate dapprima nei Paesi di cultura anglosassone e sono andate via via consolidandosi in tutti i Paesi industrializzati. In origine questo istituto si caratterizzava per essere una liberalità del datore di lavoro che intendeva con tale sistema “premiare” da una parte la fedeltà e l’impegno dei suoi migliori collaboratori, e dall’altra stimolare con l’erogazione di questi accessori della retribuzione la loro produttività. Con il tempo poi questi privilegi si svincolano progressivamente dalla connotazione di liberalità di tipo paternalistico per assumere sempre più un significato contrattuale, anche se pur sempre individuale e in ultima analisi fiduciario. Il significato distintivo di tali accessori consiste in questa capacità di soddisfare le aspettative, diventa una valutazione principalmente positiva e una considerazione profonda dell’apporto della persona e del suo apporto, e tale funzione viene principalmente assolta quando gli accessori in questione diventano materia di contrattazione collettiva. La fase contrattuale recepisce e formalizza l’esigenza di vedersi garantire trattamenti pensionistici idonei a mantenere pressocchè invariato il tenore di vita raggiunto durante l’attività lavorativa; esso viene soddisfatto appunto con l’istituzione, ad opera dell’autonomia contrattuale, di regimi previdenziali integrativi, spesso, ma non sempre, aziendali. Prendono così forma le varie forme di previdenza integrativa che si sostanziano in contributi aziendali destinati ad alimentare fondi, casse e gestioni speciali che erogano particolari prestazioni ai dipendenti al momento della risoluzione del rapporto di lavoro in momenti successivi alla risoluzione stessa. Poiché poi queste prestazioni previdenziali, al pari di quelle assistenziali, trovano nel rapporto di lavoro la loro causa genetica e rappresentano al contempo un corrispettivo della prestazione professionale, si è posta la questione di un loro eventuale assoggettamento contributivo e fiscale.
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La previdenza complementare nella giurisprudenza della Corte costituzionale.

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Bonazzi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Edoardo Ghera
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 202

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