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Violenza sportiva e diritto penale

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2 Non è questa la sede per esaminare se il provvedimento della FA sia stato legittimo o meno ed in quale misura, ciò che interessa è chiarire cosa si debba intendere per violenza sportiva, se tale fattispecie costituisca illecito penale e quali siano le sue eventuali scriminanti: in che limiti è ammessa la violenza sportiva e quali contromisure sono effettivamente adottabili nel momento in cui tali limiti vengono travalicati? Come abbiamo visto nel caso di Roy Keane ed Alfie Haaland tutto si è risolto con una condanna disciplinare, per quanto pesante, ma sempre limitata all’ambito sportivo; non si hanno infatti notizie di azioni penali intraprese contro il capitano del Manchester United. Restando però in ambito nazionale, una condotta di tal fatta presenta indubbiamente caratteristiche compatibili con fattispecie tipizzate dal codice penale Italiano. Innanzitutto l’articolo 581 4 : “Chiunque percuote taluno, se dal fatto non deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a lire seicentomila”. Nei casi di interventi che costringano la vittima ad uno stop forzato dell’attività agonistica sarebbe poi applicabile l’articolo 582 5 : “Chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale, dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni. Se la malattia ha una durata non superiore ai venti giorni e non concorrono alcune delle circostanze aggravanti previste negli articoli 583 6 e 585 7 , ad eccezione di quelle indicate nel numero 1) e nell’ultima parte dell’articolo 577. il delitto è punibile a querela della persona offesa”. 4 “PERCOSSE”. 5 “LESIONE PERSONALE”. 6 “La lesione personale è grave e si applica la reclusione da tre a sette anni: 1) se dal fatto deriva una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa, ovvero una malattia o un’incapacità di attendere alle proprie occupazioni per un periodo di tempo superiore a quaranta giorni; 2) se il fatto produce l’indebolimento permanente di un senso o di un organo; La lesione personale è gravissima, e si applica la reclusione da sei a dodici anni, se dal fatto deriva: 1) una malattia certamente o probabilmente insanabile; 2) la perdita di un senso; 3) la perdita di un arto, o una mutilazione che renda l’arto inservibile, ovvero la perdita dell’uso di un organo o della capacità di procreare, ovvero una permanente e grave difficoltà della favella; 4) la deformazione, ovvero lo sfregio permanente del viso”. 7 “Nei casi preveduti dagli articoli 582, 583, 584, la pena è aumentata da un terzo alla metà, se concorre alcuna delle circostanze aggravanti prevedute dall’articolo 576 (che si riferiscono all’omicidio e prevedono la pena dell’ergastolo); ed è aumentata fino ad un terzo, se concorre alcuna delle circostanze aggravanti prevedute dall’articolo 577 (anche questo riferito all’omicidio), ovvero se il fatto è commesso con armi o con sostanze corrosive [OMISSIS]”.
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Violenza sportiva e diritto penale

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Informazioni tesi

  Autore: Gianluca Pinamonti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Gabriele Fornasari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 178

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