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Italia-Spagna, uno studio di diritto comparato: ''lo Statuto dei diritti del Contribuente con particolare riferimento alla figura del Garante''

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dispone l’art. 3 – “compresi quelli concernenti l’ organizzazione amministrativa, i pubblici concorsi ed il personale, deve essere motivato”. Prima della Legge n° 241/1990, dottrina e giurisprudenza avevano dibattuto a lungo sul problema della motivazione degli atti amministrativi ed erano giunti alla conclusione che la Pubblica Amministrazione dovesse rendere pubbliche e palesi le ragioni della sua pretesa e che il giudice avesse la facoltà di sindacare nel merito e conoscere il modo in cui l’ Autorità Amministrativa valutasse gli interessi pubblici oggetto della sua attribuzione. Fu la giurisprudenza francese a dare l’ impulso ad un intenso studio che si sviluppò in tutta Europa, Italia compresa, che portò alla individuazione di 3 funzioni fondamentali della motivazione: 1) strumento di interpretazione dell’ attività amministrativa; 2) strumento per il controllo dell’ attività amministrativa; 3) garanzia per il privato circa l’ operato dell’ Amministrazione. Ma se venne superato il problema riguardo l’ esistenza della motivazione, si posero altra due questioni: quelle riguardanti la “sufficienza” e la “congruità” della stessa. Infatti, per evitare il controllo negativo del giudice, la P.A. procedeva a motivare con pagine e pagine di scritti utilizzando illustrazioni lunghe e superflue e provocando solo un appesantimento dell’ attività amministrativa. Giurisprudenza e dottrina chiarirono che la sufficienza non era legata ad un limite quantitativo bensì dipendeva dalla funzione propria dell’ atto amministrativo, mentre la congruenza veniva intesa come assenza di richiami superflui o mancata illustrazione dell’ iter logico-giuridico che ha condotto alla decisione dell’ Amministrazione. L’ art. 3 della Legge n° 241/1990 recepisce tali principi nel secondo periodo del 1° comma ove dispone : “La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell'amministrazione, in relazione alle risultanze dell’ istruttoria”. Il terzo comma dell’ art. 3 legittima l’ uso della c.d. 3
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Informazioni tesi

  Autore: Vincenzo Cali'
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Salvatore Muscarà
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 325

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