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Il curatore fallimentare e la revocatoria delle rimesse in conto corrente

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5 Salvo che nelle specifiche ipotesi sopra riportate e nei casi previsti dall’art. 35 l. fall. che richiedono l’intervento del tribunale, in generale il curatore non ha bisogno di alcuna autorizzazione: valuta a propria discrezione l’opportunità, nell’interesse del fallimento, degli atti da compiere e, sebbene essi debbano essere compiuti sotto la direzione del giudice, posto che le direttive del giudice delegato non sono ordini, non è da esse vincolato (tanto più che la loro esecuzione non lo esonererebbe dalla responsabilità dell’atto compiuto, se dannoso per il patrimonio). In altri termini, l’autonomia volitiva del curatore, anche nell’ambito degli atti di ordinaria amministrazione, rimane condizionata dalle direttive del giudice delegato ma, trattandosi di atti che rientrano pienamente nel potere del curatore, l’eventuale divergenza con le direttive precedentemente impartite non può influire sulla validità od efficacia di tali atti. Allo stesso modo, non può influire sulla medesima validità ed efficacia l’accoglimento da parte del giudice delegato del reclamo proposto dagli interessati contro gli atti del curatore (art. 36 l. fall). In questa situazione al giudice delegato e al tribunale per imporre il proprio punto di vista non resta che proporre, e rispettivamente disporre, la revoca del curatore. Precedentemente si è accennato al carattere pubblicistico della figura del curatore: a tale organo concorsuale la legge affida la funzione di tutela e di perseguimento degli interessi coinvolti elevandolo ad organo pubblico e consentendo il suo perfetto inserimento nella procedura. Conseguenza logica di tale carattere pubblicistico, è il riconoscimento al curatore della qualifica di pubblico ufficiale previsto dall’art. 30 l. fall. Si tratta di una veste che assume rilevanza sopratutto nella qualificazione dei fatti penalmente rilevanti da lui commessi nei rapporti con i terzi (reati commessi da pubblici ufficiali, o a danno di pubblici ufficiali) e nell’attività di attestazione, di relazione su circostanze, di raccolta di dati e di informazione, e di giudizio che il curatore svolge in favore del giudice delegato. In relazione alla qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria che rivestirebbe il curatore vi sono opinioni contrastanti. La maggior parte della dottrina e della giurisprudenza è concorde nel ritenere che il curatore non sia agente di polizia giudiziaria. Tuttavia, alcuni autori, 13 richiamando l’art. 33 l.fall. (che impone al curatore l’obbligo di presentare al giudice delegato, entro un mese dalla dichiarazione di fallimento, “una relazione particolareggiata sulle cause e circostanze del fallimento, sulla diligenza spiegata dal fallito nell’esercizio dell’impresa, sul tenore della vita privata di lui e della famiglia, sulla responsabilità del fallito o di altri e su quanto può interessare anche ai fini dell’istruttoria penale”), ritengono che il curatore non solo abbia l’obbligo, quale pubblico ufficiale, “di riferire sui reati dei quali venga a conoscenza nell’esercizio o a causa delle proprie funzioni” ma, al pari degli ufficiali di polizia giudiziaria, debba anche ricercare gli eventuali elementi di reato. 13 R. PROVINCIALI, Istituzioni di diritto fallimentare, Padova, 1977, p. 702; G. DE SEMO, Diritto fallimentare, Padova, 1968, p. 184. Contra F. SEMIANI BIGNARDI, Il curatore fallimentare, p. 132, secondo la quale “nessun argomento a favore della qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria del curatore, può trarsi dalle norme sulla relazione giacchè questa è ispirata a scopi diversi da quelli della ricerca ed evidenziazione di reati”; V. BALBI, Il curatore fallimentare pubblico ufficiale: onere d’informativa al giudice delegato, onere di denuncia al pubblico ministero e rispetto del diritto alla difesa, in Giur. comm., 1998, I, p. 591.
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Il curatore fallimentare e la revocatoria delle rimesse in conto corrente

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Informazioni tesi

  Autore: Daniela Fodde
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Gabriele Racugno
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 126

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Parole chiave

banche
curatore fallimentare
fallimento
rimesse bancarie

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