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La Battaglia di Adua ed i riflessi internazionali

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2 ci fu un rovesciamento delle parti, con “la sinistra colonialista e i moderati che frenano.”3 I nostri governanti dell’epoca non sentirono alcuna contraddizione nell’aver liberato la propria nazione e nel voler conculcare quella altrui, poichè l’Italia e più in generale la civiltà bianca, incarnavano “la storia mentre il resto era non storia”4. “Crispi, Baratieri e gli altri si sentivano portatori di ‘storia’ nella ‘non storia’ altrui, contro delle tribù non contro una nazione”5. Non si sentivano affatto spogliatori di altri popoli, ma portatori di un maggior livello tecnico, quindi di maggior sviluppo e benessere per tutti, confidando anche nel fatto che gli italiani, pronipoti degli antichi romani, avevano civilizzato quegli stessi popoli (Galli, Teutoni, Britanni) i cui discendenti avevano dato vita alle nazioni più avanzate e prospere che allora dominavano il mondo. L’imperialismo italiano, pur ritardatario e definito da Michels “l’imperialismo della povera gente”6, seguì la medesima logica di quello delle altre potenze, con una prima fase, da Massaua fino ad Adua, coincidente con la prima espansione industriale del paese, seguita da una breve fase di rigetto conseguente la disfatta che, in verità, non durò molto. Gli argomenti a sostegno della legittimità dell’espansione coloniale dell’Italia, non erano dissimili da quelli sostenuti nei paesi nostri concorrenti nella lotta per l’egemonia sulle zone arretrate del pianeta e cioè, non essere condannati ad un rango secondario, ad una crisi economica permanente, trovare sbocchi per le eccedenze produttive e demografiche, civilizzare tribù arretrate, ma comparve anche una componente razzista, anche se limitata a ristretti circoli politico-culturali, come dimostrò l’uscita a Torino nel 1864 di un volume, sommario del razzismo antinero dell’epoca, di un certo Filippo Manetta. Non secondaria fu l’influenza che ebbe sull’Italia dell’epoca, l’esplorazione dell’Africa nonchè l’azione dei missionari. 3 M. Isnenghi, Il colonialismo di Crispi, in A. Del Boca, a cura di, Adua le ragioni di una sconfitta, Bari, 1997, pag. 74 4 M. Isnenghi, Il colonialismo di Crispi, in A. Del Boca, op. cit., pag. 75 5 Ibidem, pag. 70
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La Battaglia di Adua ed i riflessi internazionali

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Informazioni tesi

  Autore: Daniele Moroni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Giovanni Buccianti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 70

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adua
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baratieri
colonialismo
crispi
eritrea
politica internazionale
toselli
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