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Informale e resistenza sociale in Tanzania

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5 globalizzazione ha sul fenomeno non sono da sottovalutare. Iper- urbanizzazione e conseguenti fenomeni migratori da una parte, accettazione di politiche di liberalizzazione economica dall’altra, il peso del debito e l’irrisolto problema dell’AIDS, hanno condotto ad una riduzione sia dei posti di lavoro sia dei guadagni nel settore formale. Il peso ed il valore dell’economia informale si sono accresciuti di molto dopo l’accettazione dei piani di aggiustamento strutturale promossi dalla Banca Mondiale e dal FMI, a dimostrazione del fatto che nonostante l’attività informale sia una realtà economica di vecchia data, “sommersa” da quella regolamentata, possiede la capacità di assicurare sussistenza in periodi economici particolarmente critici. Il suo peso economico è dimostrato dal contributo di questo settore al PIL dei vari paesi poveri, in particolar modo nel continente africano. Ma la questione principale rimane quella di garantire i diritti di coloro che non hanno avuto altra scelta che la società informale. Sia l’Ufficio Internazionale del Lavoro sia gli stessi lavoratori del settore hanno sempre più preso coscienza della necessità di garantire forme e condizioni di decent work. Godendo di ampia fiducia nei paesi marginalizzati dall’economia mondiale, il settore informale si è andato man mano rafforzandosi con la nascita di organizzazioni e associazioni, locali e globali, che ne garantissero la salvaguardia e i diritti. L’appoggio a questo tipo di organizzazione varia da paese a paese, come l’India e il Sud Africa, dove le associazioni dei lavoratori informali ricevono l’appoggio di reti internazionali (StreetNet), o come la Tanzania dove alcuni segmenti del settore sono incoraggiati e finanziati (specificatamente quelli il cui scopo è l’accumulazione di capitale, come il settore turistico) ed altri, come i commercianti di strada o gli hawkers, che sono considerati criminali che violano la legge. In Tanzania il processo di criminalizzazione del settore informale ha le sue radici nel periodo coloniale. Legislazioni restrittive per quel che riguardava l’occupazione nel settore formale e fallimentari piani urbanistici di zone che prevedevano un’ altissima intensità di attività economiche, come la regione di Dar es Salaam, hanno generato non poche tensioni tra le pratiche repressive delle autorità e le forme di resistenza sociale di un soggetto cui viene negato l’accesso ai servizi primari e repressa la propria strategia di sussistenza. La regione di Dar es Salaam rappresenta, in Tanzania, la zona più colpita dai fenomeni migratori e di urbanizzazione dovuti alle politiche di liberalizzazione economica, con uno sviluppo del settore informale pari
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Informale e resistenza sociale in Tanzania

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Ventura
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Napoli "L'Orientale"
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: M.cristina Ercolessi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 49

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Parole chiave

commercio ambulante
dar es salaam
economia informale
globalizzazione
occupazione
popular organization
redditto
repressione finanziaria
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sommerso

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