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Il nuovo riparto delle competenze legislative tra lo Stato e le Regioni e l'interesse nazionale

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8 rispetto della regola procedurale imposta (limite formale); questo perché il principio della competenza come limite si pone idealmente a metà fra i limiti sostanziali e quelli formali. L’ atto di legislazione primaria regionale è lo Statuto regionale. Nel sistema come delineato dai Costituenti erano, e sono ancora oggi, previsti due diversi tipi di statuti, in considerazione della loro diversa natura. L’ art. 116 della Costituzione prevedeva che “Alla Sicilia, alla Sardegna, Al Trentino-Alto Adige, al Friuli-Venezia Giulia e alla Valle d’Aosta sono attribuite forme e condizioni particolari di autonomia, secondi statuti speciali adottati con leggi costituzionali”. L’approvazione degli statuti per le Regioni ivi previste con legge costituzionale comportava che questi atti-fonte potessero essere considerati alla stregua del criterio gerarchico formalmente al pari della Costituzione, per cui sottoposti solo ai limiti impliciti che discendono dalla lettura della Costituzione in senso materiale, primo fra tutti l’art. 5. Diverso, invece, era il discorso relativo agli statuti delle Regioni ordinarie, i quali venivano adottati dal Consiglio regionale e approvati con legge della Repubblica 7 , se pur si dubitò della natura di tale approvazione, in quanto poteva considerarsi quale forma di controllo statale ovvero quale atto formale di recezione 8 . Per questi atti la Costituzione, sempre nell’ art. 123, prevedeva che essi si armonizzassero non solo con la Costituzione stessa ma anche con le leggi della Repubblica. Questi atti- fonte si trovavano in rapporto con la legge regionale, atto che concerneva il vero perno della legislazione locale in quanto idoneo a garantire gli interessi particolari di cui la Regione si faceva carico, di sovrapposizione gerarchica per cui la legge doveva sottostare alle norme fissate dallo statuto; ma anche, in un certo senso, in 7 Era questo l’iter deliberativo previsto dal secondo comma dell’ art. 123. 8 “In altri termini, le leggi statali di cui al capoverso dell’ art. 123 presentano un carattere meramente formale, nel senso che le Camere non possono emendare.”. In PALADIN L., Le fonti del diritto costituzionale,Il Mulino Bologna, 1996, pag. 303.
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Informazioni tesi

  Autore: Pierluigi Tomassetti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Federico Sorrentino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 120

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concorrente
corte costituzionale
interesse nazionale
leale collaborazione
potere sostitutivo
procedimentalizzazione
stato, regioni
sussidiarietà
titolo v
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