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La Strategia di Sicurezza Nazionale di George Walker Bush

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15 1.3. Utilizzo dell’esercito Una delle principali accuse fatte da Bush alla precedente amministrazione è che l’esercito americano sarebbe stato utilizzato in maniera indiscriminata, senza avere idee e obiettivi precisi, in poche parole senza una precisa strategia. L’esercito americano ha partecipato a numerose missioni all’estero ad una media di una ogni nove mesi. Ciò non avrebbe fatto altro che demoralizzare le truppe. Bush promette che aumenterà gli stipendi dei soldati, migliorerà le condizioni delle caserme e gli alloggi delle famiglie dei militari. Per essere efficiente l’esercito ha dunque bisogno di una strategia che stabilisca una volta per tutte il suo modo d’utilizzo. Deve conservare il suo potere deterrente per evitare le guerre e, qualora questo non funzionasse, occorre vincere le stesse. Partendo dall’accusa all’amministrazione democratica precedente, che avrebbe demoralizzato le truppe facendole partecipare a numerose missioni, Bush dice di voler riesaminare tutte quelle all’estero in cui sono presenti militari americani, poiché il lavoro del peace-keeping e di arbitro delle controversie mondiali non è confacente al ruolo degli Stati Uniti. Spingerà dunque i suoi alleati a prendersi maggiori responsabilità internazionali. Dicendo ciò, Bush non vuole certo dire che l’America si ritirerà dai suoi impegni internazionali, ma che da presidente renderà l’utilizzo dell’esercito più selettivo e che stabilirà delle priorità, perché l’America ha numerose responsabilità e perché i suoi interessi non possono essere compromessi da un uso indiscriminato dell’esercito 12 Nel discorso del 23 gennaio, Bush parla della dottrina Clinton. Ricordo che questa dottrina afferma la volontà americana di intervenire in qualsiasi conflitto di tipo umanitario, tenendo conto della volontà della comunità internazionale. Le idee di Bush, come lo stesso governatore aveva chiarito nelle precedenti occasioni, non possono che contrastare con questa visione del ruolo dell’America e soprattutto delle sue forze armate. Bush critica soprattutto il fatto che Clinton non aveva nessuna visione strategica. La sua politica era quella di affrontare i problemi giorno per giorno. Gli interessi americani sono stati sacrificati per far posto a quelli di una comunità internazionale che in realtà neanche esiste. Il governatore afferma nuovamente che le forze armate, qualora divenisse presidente avrebbero un ruolo nuovo. 12 Speech on Foreign Policy, The Citadel - Charleston, SC, September 23, 1999 - Disponibile sul sito www.foreignpolicy2000.org

Anteprima della Tesi di Alessio Atzori

Anteprima della tesi: La Strategia di Sicurezza Nazionale di George Walker Bush, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Alessio Atzori Contatta »

Composta da 186 pagine.

 

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