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Storia diplomatica della questione cipriota e sua incidenza sui rapporti euro-turchi

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7 spartizione 18 dell’isola fra Grecia e Turchia. Di fronte all’indocilità ellenica, Regno Unito e Turchia reagirono comunque rudemente. Londra infatti inviò sull’isola, in qualità di governatore, il feldmaresciallo Harding con il compito di stroncare la ribellione. Il governo turco invece aizzò la piazza di Istanbul contro la minoranza greca cittadina. Nello stesso tempo però, fra il dicembre 1955 e il marzo 1956, Londra intavolò con Makarios negoziati segreti che culminarono con i colloqui diretti di Nicosia fra l’Etnarca e il Segretario di Stato alle Colonie Lennox-Boyd (29 febbraio-1° marzo 1956). La situazione sul terreno era tuttavia troppo calda e le posizioni troppo distanti, per cui i colloqui si chiusero con un nulla di fatto, cui seguì, con inequivocabile tempismo, l’arresto e la deportazione alle Seyschelles dello stesso Makarios (9 marzo 1956). La fine del dominio britannico (1956-1959) Il destino di Cipro sembrava dunque segnato. L’“indimenticabile ‘56” ebbe tuttavia degli effetti anche sulla vicenda cipriota. La disastrosa – militarmente ma soprattutto politicamente – impresa anglo-francese di Suez sancì infatti l’irrimediabile ridimensionamento del ruolo strategico e geopolitico mondiale del Regno Unito, costretto a un definitivo passo indietro nel Mediterraneo orientale. Una tale ridefinizione strategica e politica andava comunque incontro a molteplici resistenze, e la bozza di Costituzione per Cipro elaborata da Lord Radcliffe, presentata ai Comuni da Lennox-Boyd il 18 dicembre 1956, si poneva quindi, in un certo senso, a metà del cammino: né un semplice autogoverno né l’indipendenza 19 . Londra, di fronte al rifiuto della bozza Radcliffe da parte del nuovo governo greco, che ostentava una fiduciosa attesa del “verdetto” delle Nazioni Unite 20 , era comunque decisa a percorrere la sua strada. Nel marzo 1957 Lord Ismay, Segretario Generale della NATO, si offrì come intermediario fra Regno Unito, Grecia e Turchia, ma l’offerta fu declinata da Atene, nettamente contraria al coinvolgimento di Ankara. Non più fortuna ebbero le successive mosse di appeasement delle autorità coloniali britanniche, che alla fine dello stesso mese (il giorno 28) rilasciarono Makarios e dopo qualche mese provvidero a sostituire l’inflessibile feldmaresciallo Harding con il più conciliante Foot, alto funzionario “liberale” del Colonial Office. L’Etnarca infatti se da un lato addolcì il suo discorso, parlando di un più vago “diritto all’autodecisione”, dall’altro, in perfetta sintonia con il governo di Atene – dove si era stabilito, essendogli interdetto il ritorno a Cipro – dichiarò di essere la sola autorità competente a negoziare per tutta l’isola, pretendendo l’estromissione totale della Turchia e dei rappresentanti turco-ciprioti. Il primo ministro greco Kostantinos Karamanlis ribadì del resto il concetto nel febbraio 1958, opponendosi ad una nuova conferenza tripartita proposta dal ministro degli esteri britannico Lloyd in missione ad Ankara e Atene. La possibilità che la pregiudiziale anti-turca potesse avere successo era però molto remota. Anzi, vedendosi sistematicamente boicottata e temendo una resa britannica di 18 Taksim in turco. Contemporaneamente fu creata l’organizzazione segreta turco-cipriota “Volkan” (“Vulcano”) trasformatasi due anni dopo nell’Organizzazione per la resistenza turca (TMT) dalla caratterizzazione paramilitare più marcata. Lo scopo dei fondatori, fra cui andava distinguendosi il giovane avvocato Rauf Denktash, era la lotta contro l’EOKA e appunto la spartizione dell’isola (“O la spartizione o la morte” era infatti lo slogan più significativo). Cfr Blanc, La déchirure chypriote, Paris, 2000 e McDonald, “Greek-Turkish Relations and the Cyprus Conflict” in D.Keridis-D.Triantaphillou 2001, op.cit. 19 Per un esame dettagliato della bozza, cfr Grandi 1983, op.cit. 20 Il 26 febbraio 1957 l’Assemblea Generale si limitò tuttavia a esprimere il suo “vivo desiderio per una soluzione pacifica, democratica ed equa” (risoluzione 1013 XI).
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Storia diplomatica della questione cipriota e sua incidenza sui rapporti euro-turchi

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Informazioni tesi

  Autore: Michele Cavallo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Internazionali e Diplomatiche
  Relatore: Danilo Veneruso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 198

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