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Storia diplomatica della questione cipriota e sua incidenza sui rapporti euro-turchi

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8 fronte alle ostinate pretese greche e greco-cipriote, Ankara si decise ad entrare definitivamente, e con tutto il suo peso, nell’affaire cipriota, da un lato assumendo, fra il 1957 e il 1958, la direzione dell’azione turco-cipriota sull’isola, dall’altro facendo ufficialmente propria la richiesta di spartizione 21 . Di fronte a questa ampia e risoluta mossa turca, le esili barricate innalzate dal fronte ellenico caddero rapidamente, non essendo né Londra né Washington affatto indifferenti, né estranee, agli interessi turchi. Le due capitali occidentali annettevano infatti una grandissima importanza alla Turchia, considerandola un partner NATO forte e assolutamente affidabile, contrariamente a quanto si poteva dire per la Grecia. Nonostante nel ’55 Karamanlis fosse stato scelto, praticamente a sorpresa, dal re Paolo proprio per i suoi indiscussi sentimenti filo-NATO, nel Paese, e nelle stesse forze politiche che sostenevano il governo, serpeggiavano consistenti sia l’antiamericanismo sia il neutralismo, come avevano dimostrato le elezioni tenutesi del maggio 1958 22 . Il primo ministro greco era quindi premuto dall’esigenza interna di arginare l’avanzata delle opposizioni di sinistra e da quella esterna di non sacrificare sull’altare cipriota le sue relazioni con Londra, Washington e la stessa Ankara. Nel 1958 si presentavano quindi tutte le condizioni per la definitiva soluzione della vertenza cipriota, ma il “Seven-year Partnership Plan” (o “piano Macmillan” dal nome del nuovo primo ministro britannico) che fu presentato in giugno si limitò tuttavia a prevedere una sorta di condominio interno fra le due comunità, sotto sovranità britannica, rimandando appunto di sette anni la soluzione definitiva del problema. Si trattava di una proposta che non soddisfaceva né il punto di vista greco né tanto meno quello greco-cipriota, considerando che la Grecia aveva ormai tacitamente rinunciato all’Enosis e si stava adoperando per piegare anche l’intransigenza di Makarios, il quale vedeva qualunque soluzione diversa dall’unione con la Grecia come una grave rinuncia, in una parola una sconfitta 23 . Se quindi Makarios doveva rinunciare all’Enosis, solo un’indipendenza e una sovranità piene potevano essere adeguate. Quando quindi, nel settembre 1958, Makarios lasciò infine capire di essere pronto ad accettare l’indipendenza come soluzione, la strada si rivelò tutta in discesa. A dicembre infatti, dopo ulteriori pressioni americane a margine del vertice atlantico di Parigi, si avviarono i primi colloqui diretti greco-turchi, proseguiti, dal 18 al 20 gennaio 1959 sempre a Parigi, a livello di ministri degli esteri. Tutto era quindi pronto per un incontro al vertice e infatti Karamanlis e Menderes, assistiti dai rispettivi ministri degli esteri, s’incontrarono in una Conferenza bilaterale a Zurigo il 5 febbraio 1959. Al termine dell’incontro i primi ministri egei poterono infine presentare una bozza d’accordo finale che fu sottoscritta – con qualche piccola modifica ma non senza difficoltà dell’ultim’ora – al termine della successiva “Conferenza della tavola rotonda” (Conferenza di Lancaster House, Londra, 17-19 febbraio) fra i rappresentanti britannici, greci e turchi, l’arcivescovo Makarios, il leader turco-cipriota Kutçuk e il governatore Foot. Gli accordi consistevano in tre documenti maggiori, la Costituzione della Repubblica di Cipro, un Trattato di Garanzia fra la stessa Repubblica da un lato e la Grecia, il Regno Unito e la Turchia dall’altro, un Trattato d’Alleanza fra Cipro, Grecia e Turchia. 21 Questa duplice azione turca aveva sull’isola una manifestazione molto concreta. Fra il ’57 e il ’58 i combattenti del TMT cominciarono infatti a preparare la taksim, forzando la popolazione turco-cipriota ad abbandonare i villaggi misti, rafforzando o addirittura creando enclaves turco-cipriote (a Nicosia, Kyrenia, Kokkina, Famagosta, Limassol e Larnaca) e boicottando i rapporti e gli scambi fra queste e i villaggi greco- ciprioti. Cfr citazioni e note in Richarte 1995, op.cit., pag. 70. 22 Cfr Clogg 1996, op.cit. 23 Per i “duri e puri” dell’Enosis altro non era che un “tradimento”, come si espresse il loro rappresentante più in vista, il colonnello Grivas.
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Storia diplomatica della questione cipriota e sua incidenza sui rapporti euro-turchi

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Informazioni tesi

  Autore: Michele Cavallo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Internazionali e Diplomatiche
  Relatore: Danilo Veneruso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 198

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