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Transizione democratica e disgregazione nazionale: i rapporti centro-periferia in URSS, Iugoslavia e Cecoslovacchia

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Transizione democratica e disgregazione nazionale 8 una democratizzazione. Quella tensione che, durante le fasi di liberalizzazione, coinvolge società civile, hard-liners e soft-liners all’interno delle élite, in tali contesti diviene, forse in misura ancora maggiore, tensione e conflitto centro-periferia. E’ in situazioni come queste che la risposta del centro, soprattutto durante quelle fasi di involuzione autoritaria che marcano le transizioni discontinue, può essere violenta. Fenomeni di mobilitazione di risorse violente avvengono proprio quando siamo in presenza di un regime che si trova “in mezzo al guado”. Si ha una situazione, dunque, in cui si è consentito che nelle periferie etniche rivendicazioni nazionali trovino maggiori possibilità di manifestarsi. D’altra parte lo stesso regime resta non democratico e, quando le élite o alcuni settori di esse (ad esempio gli apparati militari e repressivi), percepiscono la minaccia di pressioni che vadano a minare le basi del proprio potere, reagiscono con i mezzi che hanno a disposizione, che includono anche risposte di natura militare, coercitiva o simili. Parallelamente, se nelle periferie vi sono maggiori possibilità per dare voce alle proprie rivendicazioni, in realtà le periferie stesse sono ancora parte di un sistema non democratico, in cui lo strumento della mobilitazione violenta diventa l’unico mezzo a disposizione per avanzare le proprie istanze. Un importante fattore nel determinare l’esito disgregativo che ha marcato le transizioni in Unione Sovietica e in Iugoslavia è stato il fatto che le prime consultazioni multipartitiche si sono svolte a livello repubblicano e non federale. Ciò ha contributo a rendere un nazionalismo etnico non inclusivo la forza più dinamica in un panorama politico in cui il centro è rimasto debole e soprattutto privo di qualsiasi tipo di legittimazione. E’ poi vero che una reazione violenta dal centro si è avuta quando le periferie hanno giocato, oltre alla carta del nazionalismo, quella del pluralismo politico, e ciò è accaduto, appunto, nei paesi baltici e in Slovenia. In tal caso l’azione degli apparati repressivi è stata volta anche a difendere le prerogative di un apparato di potere non democratico, oltre che, più in generale, a tenere in piedi una federazione autoritaria. Vi è poi

Anteprima della Tesi di Omer Fisher

Anteprima della tesi: Transizione democratica e disgregazione nazionale: i rapporti centro-periferia in URSS, Iugoslavia e Cecoslovacchia, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Omer Fisher Contatta »

Composta da 258 pagine.

 

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