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Il concorso di persone nel reato proprio

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Il concorso di persone nel reato proprio Nicola Angioni 10 l’istigatore o il complice. Ad ogni diversa forma di partecipazione corrisponde una diversa pena edittale 10 . Adottando tale sistema, come è accaduto in Germania ed in Francia che, col codice del 1810, adotta una disposizione sul concorso molto dettagliata e rispettosa del principio di determinatezza e tassatività per quanto riguarda l’ambito delle condotte penalmente rilevanti 11 , si segue più fedelmente il principio di legalità e, inoltre, si dà maggiore rilevanza alle singole condotte di partecipazione ed al disvalore che ciascuna di esse apporta nella realizzazione del fatto di reato. 2.3 Il modello accolto dal codice del 1930 Leggendo l’art. 110 del codice penale vigente, notiamo che la fattispecie in parola manca di ogni descrizione comportamentale dei singoli compartecipi al reato, formulando una descrizione tautologica dell’istituto in parola 12 . È posto a carico delle altre norme regolanti il concorso disciplinare il diverso trattamento sanzionatorio riservato ai singoli compartecipi, secondo un sistema di circostanze aggravanti ed attenuanti che il giudice dovrà applicare in sede di commisurazione della pena. Ciò non di meno, pur avendo accolto tale modello di tecnica normativa, il nostro codice ha assegnato alle norme sul concorso anche una funzione estensiva della punibilità, conseguenza logica della scelta di tecnica normativa operata. Si deve infatti distinguere tra concezione estensiva di autore e concezione unitaria di autore: secondo quest’ultima, è autore chiunque apporti un qualsivoglia contributo eziologico alla realizzazione del fatto di reato mentre, accedendo alla prima concezione, si amplia solamente la nozione di autore, senza che sia precluso un differente trattamento sanzionatorio 13 . A differenza di quanto è avvenuto nel 1889, in cui il codice Zanardelli (frutto di una concezione liberale dello Stato) ha abbracciato il modello differenziato, il codice Rocco (nato durante il regime fascista) ha 10 Vedi G. GRASSO, Art. 110, op. cit., 122 ss. 11 Cfr. art. 60 codice penale francese 1810: Saranno puniti come complici di un fatto qualificato come crimine o delitto coloro che, mediante doni, promesse, minacce, abuso di autorità o di potere, macchinazioni o artifici colpevoli, avranno provocato questo fatto o dato istruzioni per commetterlo; coloro che avranno procurato armi, strumenti o qualsiasi altro mezzo che sia servito al fatto, nella consapevolezza che sarebbe stato per esso utilizzato; coloro che avranno consapevolmente aiutato o assistito l’autore o gli autori del fatto, nella preparazione o nella facilitazione o nella consumazione di esso, senza pregiudizio delle pene specificamente previste dal presente Codice contro gli autori di complotti o attentati alla sicurezza dello Stato anche nei casi in cui il crimine oggetto della cospirazione o dell’attentato non sia stato commesso. 12 Cfr. T. PADOVANI, Diritto penale, op. cit., 376 ss. 13 S. SEMINARA, Tecniche, op. cit, 193 ss.
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Il concorso di persone nel reato proprio

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Informazioni tesi

  Autore: Nicola Angioni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Luigi Concas
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 118

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