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Modelli di Mercato e Democrazia

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15 divina, ma perché necessaria” 7 . L’idea di Tocqueville è quella di una società in cui le differenze fra i gruppi sociali vengano ricomposte dal governo. Già allora era presente una delle critiche che maggiormente colpiscono ancora oggi l’ideale democratico, quello dell’ingovernabilità. La risposta di Tocqueville è molto efficace: il governo di uno solo si deve rifiutare perché se è vero che è in grado di assicurare maggiore continuità e velocità nella scelta delle politiche, la democrazia “produce di più, fa meno bene ogni cosa, ma fa più cose” 8 . Probabilmente non verrà assicurato il miglior governo possibile ma il vero pregio della democrazia è quello di diffondere “in tutto il corpo sociale un’attività incessante, una forza sovrabbondante, un’energia che [altrimenti] non esisterebbe” 9 . Questi sono i veri benefici della democrazia. È indubbiamente vero che un governo di pochi difficilmente potrà generare quei benefici garantiti da un ordinamento democratico, né all’intero corpo sociale, né alla sua maggioranza, così com’è altrettanto difficile che i cittadini siano coinvolti nelle decisioni. Da un governo autocratico deriva l’assoluta immobilità del corpo sociale incapace di far sentire la propria voce attraverso i canali che oggi conosciamo; in secondo luogo la mancanza di senso civico, la visione dello stato non come ente necessario ma solo come prevaricatore. Tuttavia, nonostante queste considerazioni, Tocqueville non può considerarsi un sostenitore di una democrazia partecipata, così come in questo studio sarà tracciata. Il pensatore francese, un aristocratico liberale che scrisse a metà del XIX secolo, è sostenitore di una concezione democratica elitaria 10 . Egli considerava pericoloso concedere eccessiva influenza politica alle masse popolari, ritenendo che le classi meno agiate una volta al governo avrebbero tentato di approfittare del potere politico per attuare una redistribuzione della ricchezza. Il liberalismo di Tocqueville e quindi la sua contrarietà a qualsiasi intervento dello stato nell’economia lo condusse a pensare che solo le classi borghesi di ogni nazione siano in grado di governare con raziocinio. Le masse popolari possono essere coinvolte nelle questioni politiche, possono ottenere il diritto di voto, di cui in quei tempi non disponevano, ma queste costituirebbero una “moltitudine bambina” che necessita di una guida, in quanto priva dell’educazione necessaria. Sono le classi borghesi, data la loro istruzione e considerata la loro presunta “superiorità” nei confronti del popolo, a costituire 7 Cfr. Toqueville (1968-9) p. 22. 8 Cfr. Ibidem p. 290 9 Cfr. Ibidem p. 290. 10 L’idea è simboleggiata dalla proposta di elezioni indirette in grado di filtrare il volere del popolo e portare all’interno delle assemblee elettive nazionali soltanto uomini appartenenti alle classi sociali più agiate.

Anteprima della Tesi di Emanuele Ferrari

Anteprima della tesi: Modelli di Mercato e Democrazia, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Emanuele Ferrari Contatta »

Composta da 183 pagine.

 

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