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Agro-industria e sviluppo locale

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19 TAB. 1.1 Percentuale delle famiglie attive in agricoltura secondo il tipo di conduzione della proprietà del capo famiglia nelle province di Potenza e Matera 1931*. Addetti all’agricoltura ZONE E REGIONI AGRARIE Contadini Affittuari Mezzadri Lavoratori Altri addetti TOT Regione di Montagna 44 18 7,3 23 7,7 100 Regione di Collina 24 16,3 3 27,5 29,15 100 Provincia di Potenza 38,3 17,5 6 25,2 13 100 Regione di Montagna 34,5 13 3,5 36,7 12,3 100 Regione di Collina 24,4 24,6 2 39 10 100 Regione di Pianura 34,6 14,6 1,3 29 20,5 100 Provincia di Matera 31,6 16,8 2,3 35,7 13,6 100 BASILICATA 36,7 17,3 5 27,6 13,4 100 Fonte: dati ISTAT [1931]. Nostre elaborazioni. * Le figure individuate sono: i contadini (indicati nel censimento come agricoltori o conducenti di terreni propri); gli affittuari (fittavoli); i mezzadri (coloni e mezzadri); i lavoratori agricoli (contadini obbligati, giornalieri ed operai di campagna). La voce altri addetti all’agricoltura comprende una categoria molto vasta: gli usufruttuari, gli enfiteuti od utilisti, i direttori tecnici ed impiegati di aziende agricole, gli addetti alla produzione dell’olio e alla condizionatura e conservazione del foraggio ecc. L’ISTAT [1931, avvertenze nn. 13 e 15 a pp. 5 e 6] ha raggruppato tutte queste categorie in un’unica. Per quanto riguarda la montagna, osserviamo una netta prevalenza della conduzione diretta da parte del proprietario. Il fenomeno della polverizzazione, vale a dire la presenza di aziende di micro dimensioni 12 , risulta accentuato e ciò implica una vastissima tipologia di colture (dai cereali agli ortofrutticoli). La popolazione contadina tende generalmente a vivere accentrata nel borgo, che rappresenta il centro della dispersa e mutevole impresa agricola. Il contadino compone il bilancio della sua impresa attraverso il molteplice lavoro svolto; si tratta di una figura mista: piccolo proprietario, affittuario, compartecipante, salariato a mese o a giornata [Rossi Doria 1956]. La precarietà di quest’impresa, composta di infiniti pezzi e da una dimensione aziendale non ottimale per il raggiungimento dell’efficienza di un’economia rurale [Morelli 1996], fa sì che la regione agraria della montagna si presenti come la zona più disastrata e più insidiosa su cui la Riforma agraria del 1950 13 avrebbe dovuto operare. 12 Prevalenti nella provincia di Potenza, in particolare delle colline del Vulture. 13 La Riforma agraria è il provvedimento legislativo varato negli anni cinquanta volto a modificare il regime fondiario e i rapporti di produzione nelle campagne.

Anteprima della Tesi di Vincenza Giancristiano

Anteprima della tesi: Agro-industria e sviluppo locale, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Vincenza Giancristiano Contatta »

Composta da 224 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.