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Strategie di internazionalizzazione nel settore vitivinicolo: Il caso australiano

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raggiunto livelli mai toccati prima. Sembra dunque che siano in gioco due classi di effetti contrapposte. La prima conduce ad un’espansione della domanda di vini a livello internazionale. Fanno parte di questo gruppo la riduzione degli ostacoli al libero scambio (tasse, barriere doganali, quote di importazione, sussidi alle imprese nazionali), il rinato interesse dei consumatori per i vini di qualità (da dovunque questi prodotti provengano), il decremento del consumo procapite nei PPE e l’avvento dell’e-commerce. La seconda classe di fattori porta verso una localizzazione dei consumi. Si inseriscono in questa ottica le recenti critiche al vino dal “gusto internazionale” 4 e la crociata portata avanti da movimenti organizzati (primo tra tutti SlowFood) per la salvaguardia della territorialità dei vini italiani. Infine, la tutela sempre più garantita alle denominazioni di origine (DO) ed alle indicazioni geografiche (IG) ha effetti ambivalenti sulla diffusione dei vini di oltreoceano. Da un lato il mutuo riconoscimento delle IG e delle DO sta portando chiarezza tra i consumatori e trasparenza nel mercato. Dall’altro si perde una potente leva di marketing: ciò è particolarmente vero per l’Australia, dove vini dolci di buona qualità devono il loro successo in patria anche alla loro denominazione: Port e Sauternes. Il loro importatore italiano sarebbe costretto a rinunciare a tali “appellaciones”e con esse ad uno strumento di marketing sfruttabile nella terra di origine 5 . 1.1.1. Le statistiche del settore “Il vino è un prodotto maturo che sta combattendo per trovare nuove prospettive di vita: i mercati nazionali sono diventati sempre più segmentati e la domanda aggregata mondiale si è ridotta di oltre un quinto da quando è iniziata a ridursi nei primi anni ’80, ad un tasso medio dell’1,8% annuo. (…) Nella prima metà degli anni 4 Come testimoniano gli 11 articoli di Davide Paolini sull’argomento apparsi su Il Sole 24 Ore dal marzo 1997 ad oggi. 5 I tentativi di trovare un accordo a livello mondiale stanno incontrando difficoltà (…). Ogni disputa è rimandata, almeno in una prima fase, agli Stati membri e si prevede che le controversie siano affrontate a livello nazionale con accordi bilaterali, escludendo ogni reale e concreta risoluzione di carattere internazionale. (tratto essenzialmente da: Vinitaly. 2003. Archivio News, http://www.vinitaly.com/news_archivio.asp?id=366 2/4/2003). 3

Anteprima della Tesi di Massimo Pernicone

Anteprima della tesi: Strategie di internazionalizzazione nel settore vitivinicolo: Il caso australiano, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Massimo Pernicone Contatta »

Composta da 181 pagine.

 

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