Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La questione della morte cerebrale nell'attuale dibattito bioetico

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

Rosangela Barcaro 11 un danno strutturale critico, si ha la certezza che la perdita di certe funzioni – cardiopolmonari o cerebrali - sia permanente. Se il danno non è critico, in linea di principio rimane intatta la possibilità che quelle funzioni possano essere ripristinate. 13 Ci sembra dunque che possano esistere due significati di “irreversibilità”: un significato è legato alla disponibilità di strumentazione adeguata a ripristinare funzioni che in linea di principio si sono soltanto temporaneamente arrestate e che, quindi, possono essere riattivate prima che si verifichi un danno strutturale critico. È il caso di pazienti nei quali sono ripristinate le funzioni cardiopolmonari mediante gli strumenti per la rianimazione. Un secondo significato è strettamente biologico, connesso ad un danno strutturale che determina la perdita di quelle funzioni e della possibilità di ripristinarle: ad esempio, se un paziente rimane a lungo in condizioni di arresto cardiaco, assenza di circolazione e di ossigenazione provocano danni critici a più sistemi di organi (incluso il sistema cerebrale) e rendono vane le misure rianimatorie. I diversi elementi filosofici, teologici e scientifici che ogni definizione incorpora esercitano il loro influsso sulla scelta dei criteri per accertare che si sia verificato il cambiamento irreversibile che è la morte, e sulla predisposizione di esami necessari per stabilire che i criteri prescelti siano soddisfatti in casi specifici. La selezione di criteri ed esami costituisce un momento di considerevole spessore scientifico-tecnologico in quanto chiama in causa molteplici competenze, che spaziano dalla biologia, alla chimica, alla fisica. Se si prendono in esame due distinte serie di criteri e test di accertamento della morte – quelli cardiopolmonari e quelli neurologici –, pur nelle differenze che li distinguono e caratterizzano, si può rilevare nel loro impiego il comune requisito che devono essere evitati due tipi di errori: 1. conclusioni erronee che le funzioni ritenute essenziali per la vita sono perdute quando in realtà non lo sono (falso positivo); 2. conclusioni erronee che le funzioni ritenute essenziali per la vita non sono perdute quando in realtà lo sono (falso negativo). Per questa ragione i test dovrebbero: 1) eliminare errori nel classificare un individuo vivente come morto; 2) evitare il più possibile errori nel classificare un corpo morto come vivo; 3) consentire di fare un accertamento senza irragionevole posticipo; 4) essere Medical Ethics”, 18, 1992, pp. 26-30; D. Hershenov, The Problematic Role of ‘Irreversibility’ in the Definition of Death, in “Bioethics”, 17, 1, 2003, pp. 89-100. 13 Cfr. D.A. Shewmon, Clinical determination of death in infants and children, in E. Sgreccia, A.G. Spagnolo, M.L. Di Pietro (a cura di), L’assistenza al morente. Aspetti socio-culturali, medico-assistenziali e pastorali, Milano, Vita e Pensiero, 1994, pp. 141-175:p. 147.

Anteprima della Tesi di Rosangela Barcaro

Anteprima della tesi: La questione della morte cerebrale nell'attuale dibattito bioetico, Pagina 8

Tesi di Dottorato

Dipartimento: Dipartimento di Cultura Giuridica

Autore: Rosangela Barcaro Contatta »

Composta da 212 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5990 click dal 09/11/2005.

 

Consultata integralmente 22 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.