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Conseguenze su territorio, economia e popolazione dello sfruttamento idroelettrico del Bacino del Piave: il caso del Vajont

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9 dell'uomo cacciatore-raccoglitore qui stabilitosi. Questo periodo favorì inoltre lo sviluppo delle colture e introdusse gli elementi necessari per lo sviluppo dell'agricoltura. Famosi sono anche gli insediamenti sulle colline per una migliore difesa. L'età del Bronzo si sviluppa tra il 1200 e il 900 a.C. circa e segna un progressivo e vasto popolamento della regione percorsa dal Piave, con ampie testimonianze di insediamenti e rinvenimenti occasionali. Per la fase antica e media dell'età del Bronzo è difficile determinare quali furono i centri di irradiazione, non solo per l'età plavense, ma per il Veneto in generale. Per quest'età abbiamo nel Bellunese e nel Cadore rinvenimenti rari e casuali. Si può affermare che anche l'alto bacino plavense fosse frequentato dall'uomo pure nelle vallate e negli affluenti, anche se non possediamo tracce sicure di insediamenti. Le segnalazioni a quote alte e talora presso passi, sembrano indicarci una presenza legata ai traffici ed anche alla caccia estiva, unita forse alla ricerca dei metalli. Simile la situazione del Bronzo antico per la conca Bellunese: si notano discrete testimonianze nei dintorni di Feltre, Belluno e Ponte delle Alpi, ove si può presumere una presenza continua, date le migrazioni tali da permettere una discreta attività agricola e di allevamento. Con il periodo del Bronzo medio e recente aumenta il numero degli insediamenti, pur sempre tenendo conto della situazione dei ritrovamenti: reperti di bronzo tra i quali asce, pugnali, spade, cuspidi di lancia e i meno raccolti strumenti di ceramica ed ossa. Tutto il bacino del Piave nel bellunese e nell'alta Pianura trevigiana presenta una situazione di grande vitalità e ricchezza. In seguito al cambiamento climatico c'è stata un'intensificazione dell'attività insediativa lungo tutta la valle del fiume. Le popolazioni dell'età del Bronzo introducono una nuova logica insediativa, più stabile e integrata da interventi di modificazione territoriale. Testimonianze di questa nuova fase insediativa sono materiali fittili e littici attribuiti all'età del Bronzo che si trovano distribuiti sulle dorsali collinari dove sono stati rinvenuti resti di villaggi proprio di questa età. La sopravvivenza di questi schemi territoriali è dovuta al buon funzionamento delle strutture stesse, anche la situazione ecologica ha avuto un ruolo fondamentale. In quest'epoca in Europa si andava delineando un nuovo cambiamento climatico e si avviò un'opera di trasformazione dei terreni pesanti, solitamente ricoperti da foreste. Il clima sub- boreale secco, stava cedendo il posto a quello sub-atlantico molto piovoso. Per le popolazioni dell'età del Bronzo le colline e le aree in prossimità dei corsi d'acqua, hanno giocato un ruolo fondamentale nella scelta degli spazi da abitare. Nel quartiere del Piave sono stati ritrovati alcuni oggetti di ceramica attribuiti all'età del Bronzo, sono essi elementi indicativi dell'antropizzazione del paesaggio circostante il Piave. Il fiume era in questo periodo battuto da traffici e da scambi commerciali, soprattutto di metalli, barattati con prodotti agricoli e derivati dall'allevamento. Sono inoltre stati rinvenute armi di bronzo come spade, lavorate con notevolissima perizia e gusto. Questi rinvenimenti di bronzo fanno pensare che attraverso l'area Bellunese avvenissero scambi commerciali con l'Austria, ricca di rame. Se veniva importato bronzo, era sicuramente
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Conseguenze su territorio, economia e popolazione dello sfruttamento idroelettrico del Bacino del Piave: il caso del Vajont

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Informazioni tesi

  Autore: Stefano Lionetti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Giorgio Spinelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 452

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