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L’emigrazione di massa dalla provincia di Modena: la percezione della stampa locale.

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9 scarso interesse. Per onestà, per così dire, “storica” nei confronti della nostra regione e provincia, nonché alla luce di un panorama più ampio, nazionale ed internazionale, deve essere quindi riconosciuto al fenomeno dell’emigrazione emiliano romagnola e, nella fattispecie di quella modenese, un valore inestimabile, apprezzabile fino in fondo solamente attraverso il recupero di una memoria collettiva e di un passato, sotto molti aspetti, ancora da indagare. La ricerca proposta nei capitoli seguenti, dunque, sarà finalizzata, in primo luogo, ad inquadrare il fenomeno migratorio nazionale nel suo complesso, delineandone i confini spaziali e temporali ed esaminandone, allo stesso tempo, le origini anche più remote. Si passerà, successivamente, da un studio generale e macroscopico della questione ad un’analisi sempre più approfondita e mirata, inerente nello specifico ai movimenti di espatrio originatisi, fra Settecento e Ottocento, in Emilia-Romagna. Infine, il lavoro bibliografico, condensato in particolar modo nei primi capitoli, concederà gradualmente maggior spazio alle ricerche personali, effettuate presso alcune sedi archivistiche locali (principalmente l’Archivio di Stato di Modena) e in loco a Capitan Pastene (comunità in territorio cileno fondata nel 1904 da 88 famiglie provenienti dal Frignano e dal Pavullese), per giungere così all’obiettivo finale: la ricostruzione del movimento emigratorio di massa consumatosi all’interno della provincia modenese. I risultati delle indagini d’archivio consistono, in particolare, in documenti originali riferiti al fenomeno emigratorio ed al clima politico, economico e culturale, così come erano percepiti nella provincia modenese, fra la seconda metà del XIX secolo ed i primi anni del secolo seguente. Per realizzare tale ricerca quindi si sono esaminate essenzialmente due tipi di fonti: il fondo archivistico del gabinetto della prefettura 14 di Modena e gli articoli pubblicati, nello stesso periodo sul Panaro. Nello specifico, la scelta di tale testata a discapito di altre, è stata incoraggiata, oltre che dall’affermata fama della stessa, dalla perfetta coincidenza fra il suo periodo di attività ed i decenni presi in esame dal presente studio. 14 Il Regio Decreto 9 Ottobre 1861 n° 255, che dettava le norme per il primo ordinamento del ministero dell’Interno, istituiva in tutte le province del Regno le Prefetture quali organi di decentramento burocratico del potere esecutivo. La legge di unificazione amministrativa 23 marzo 1865 n° 2248 attribuì al prefetto, in qualità di rappresentante politico del governo e di capo della polizia, l’autorità di controllo nei confronti delle amministrazioni locali, degli istituti di beneficenza, della sanità, della pubblica sicurezza, dell’istruzione pubblica, della viabilità, dell’industria nonché delle condizioni morali ed economiche della popolazione e di tutte le amministrazioni pubbliche.
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Informazioni tesi

  Autore: Giulio Pirondini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lingue e Culture Europee
  Relatore: Fabio Degli Esposti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 194

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