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Art. 1 c.c.: La capacità giuridica. Significato ed evoluzione del concetto.

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13 cittadino, per cui non era possibile perdere la libertà senza perdere la cittadinanza, mentre era possibile il contrario) 12 . È così che si creò in età classica la tricotomia scolastica tra: capitis deminutio maxima, consistente nella perdita della libertà, e quindi della cittadinanza; capitis deminutio media, consistente nella perdita della sola cittadinanza; capitis deminutio minima, consistente nella perdita dell’appartenenza ad una famiglia, cui corrispondeva l’ingresso in un’altra 13 . Eccettuati taluni casi, la capitis deminutio comportava un peggioramento di status, cosicché potrebbe intendersi come “diminuzione della capacità giuridica”. Ma solo nel linguaggio bizantino, caput, sulla traccia della analoga evoluzione di significato subita dal termine persona, pare assumere un significato che adombra l’idea di capacità giuridica, quando si diceva del servus che egli nullum caput habet (Paul. Dig. 4, 5, 3, 1 e Inst. 1, 16, 4) 14 . 12 G. SCIASCIA, Capacità, cit. 13 Cfr. Gaio, Institutiones, I, 159; Paul. Dig. 4, 5, II; Ep. Ulp. II, 10. 14 A. BURDESE, Capacità, cit.

Anteprima della Tesi di Giancarlo Frongia

Anteprima della tesi: Art. 1 c.c.: La capacità giuridica. Significato ed evoluzione del concetto., Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Giancarlo Frongia Contatta »

Composta da 146 pagine.

 

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