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Innovazione commerciale di prodotto: casi ed esempi

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5 Con l’evoluzione dei comportamenti di acquisto si assiste alla diffusione di forme distributive moderne a self-service (espansione dei supermercati). In questa fase storica i distributori hanno accettato tacitamente le politiche distributive industriali in quanto risultavano funzionali alle logiche speculative dell’attività di acquisto degli stessi distributori. 1.3.La fase del marketing relazionale (anni ’80) Il miglioramento della situazione economica soprattutto a partire dalla seconda metà degli anni ’80 ha portato ad una nuova configurazione qualitativa dei modelli e degli stili di consumo caratterizzati da vari aspetti: - un forte orientamento ai volumi di acquisto con un innalzamento dei livelli di consumo pro-capite, al di là dei bisogni e delle necessità individuali; - la percezione dell’esistenza di una stretta relazione tra prodotti consumati e status sociale; - una scarsa attenzione al rapporto qualità/prezzo dei prodotti con la tendenza a privilegiare la “qualità percepita” rispetto alla “qualità intrinseca”; - una forte sensibilità alla marca tanto da favorire il rafforzamento delle situazioni di brand loyalty e l’ulteriore rafforzamento della quota di mercato dei prodotti di marca; - un processo di selezione dei punti di vendita basato prevalentemente sul livello di servizio offerto e definito soprattutto da assortimenti profondi ed ampi formati da prodotti di marca in grado di soddisfare il bisogno di quantità e di varietà dei consumatori. Si consolida il numero di supermercati mentre ha inizio una progressiva differenziazione dell’offerta commerciale con l’apertura di un numero crescente di ipermercati. Ma gli scenari differenti imposero un processo di riorganizzazione delle attività di vendita attraverso lo sviluppo di nuove politiche distributive il cui obiettivo era quello di migliorare le relazioni con la clientela commerciale sulla base dell’assunto che i rapporti Industria-Distribuzione potevano essere gestiti come un sistema formato da diversi soggetti che contribuiscono alla generazione complessiva del “valore” (Porter, 1987). In quest’ottica l’attività di marketing sarebbe potuta risultare tanto più efficace quanto più i rapporti verticali fossero stati basati sulla interazione delle singole catene del valore dei produttori e dei distributori. Questa visione dei rapporti verticali ha spinto

Anteprima della Tesi di Daniele Cosaro

Anteprima della tesi: Innovazione commerciale di prodotto: casi ed esempi, Pagina 5

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Daniele Cosaro Contatta »

Composta da 89 pagine.

 

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