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Artifex additus artifici. Creazione poetica e riflessione critica tra simbolismo ed estetismo

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12 IV Ancora qualche doverosa - e molto cauta - considerazione. Alcune delle esperienze poetiche e critiche, tra loro coeve e interconnesse l’una all’altra, che sono oggetto di questa tesi, nacquero, o furono comunque in varia misura contrassegnate, da un diffuso atteggiamento di insofferenza e di rifiuto nei confronti di varie forme di accademismo filologico e storicista, dalla non ben precisata “critique froide et algébrique” contro cui erano indirizzati gli strali di Baudelaire, all’erudizione ottocentesca, di ispirazione positivista e di scuola storica, cui voleva contrapporsi l’estetismo militante di Conti e di D’Annunzio. Si tratta, del resto, di una posizione e di un atteggiamento che possono, in certa misura, trovare un qualche riscontro nella polemica che, con la sua consueta, garbata ironia, un poeta-critico come Eliot - non per nulla, in qualche misura, debitore, pur se non senza riserve e in una prospettiva del tutto autonoma, della grande tradizione simbolista - condusse risolutamente contro quella che chiamava “la scuola critica spremilimone” (17), e contro quegli studiosi perennemente intenti a riportare alla luce “i conti della lavandaia di Shakespeare”, o a svolgere - oggi, per di più, con il comodo ausilio degli strumenti informatici - ricerche intese a calcolare “quante volte si sono nominate le giraffe nel romanzo inglese” (18). Non c’è una grande differenza tra questi critici e certi odierni “scienziati”, entusiasmati soltanto dalla “scoperta di una sillaba usata per cinquantasei volte da Coluccio Salutati” (19). Sembrano così ulteriormente rafforzate, pur se in modo indiretto e per negazione, certe considerazioni anceschiane. Anche se l’idea di una critica fondata su di un unico metodo, rigidamente formalizzato, e magari preso a prestito, con forti implicazioni in senso determinista, dalle scienze naturali, conobbe la sua più vasta e rigogliosa fioritura nel quadro del “dogmatismo scientista dell’Ottocento”, è però certo che “un filo collega con diverse colorazioni dalla metà del secolo passato fino a oggi varie esperienze: dalla critica che si disse ‘positivista’ fino alo strutturalismo e alla semiotica, fino alla

Anteprima della Tesi di Matteo Veronesi

Anteprima della tesi: Artifex additus artifici. Creazione poetica e riflessione critica tra simbolismo ed estetismo, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Matteo Veronesi Contatta »

Composta da 442 pagine.

 

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