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Filosofia della musica in Ferdinand Ebner e Martha Nussbaum

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8 Capitolo I. Il pensiero dialogico in Ferdinand Ebner. «Presupposto che l’esistenza umana ha nel suo nucleo una rilevanza spirituale, una rilevanza spirituale che non si esaurisce cioè nel suo naturale affermarsi nel corso delle vicende del mondo; presupposto che si può parlare di qualcosa di spirituale nell’uomo anche in termini diversi da quelli della finzione poetica o anche metafisica o imposta da motivi solamente “sociali”; allora tale realtà spirituale è essenzialmente determinata dal fatto di essere radicalmente orientata ad un rapporto con qualcosa di spirituale posto al di fuori di sé, mediante il quale e nel quale essa esiste. Un’espressione, anzi l’espressione “oggettivamente” percepibile e dunque accessibile ad una conoscenza oggettiva di tale essere orientato ad una simile relazione si riscontra nel fatto che l’uomo è un essere parlante, che egli “ha la parola”. La parola però egli non la possiede per motivi naturali e nemmeno per motivi sociali. La società in senso umano non è tanto il presupposto per il linguaggio, quanto piuttosto necessita di esso, della parola che è presente nell’uomo, come di una premessa per la propria sussistenza. Se ora, tanto per dare dei nomi, chiamiamo tale realtà spirituale presente nell’uomo “Io” e quel qualcosa al di fuori, in rapporto al quale l’Io esiste, “Tu”, dobbiamo allora riflettere sul fatto che questo Io e questo Tu ci sono dati nella loro “interiorità” proprio mediante la parola e nella parola; non però come “vuote” parole-vocaboli in cui non abiterebbe alcun riferimento a una realtà – quello che, certo, sembrano essere nel loro impiego astratto sostantivato e sostanzializzato – bensì piuttosto come parola che nella concretezza e attualità del suo venir espressa “reduplica” nella situazione creata dal parlare il proprio “contenuto” e il proprio contenuto di realtà».1 Il punto di partenza di Ebner è un bilancio sulla realtà spirituale dell’Io così come è andato formandosi nel pensiero occidentale, dalla Rivelazione alla modernità. L’Io occidentale, secondo Ebner, è attualmente perduto nella trappola dell’illusoria auto-enfatizzazione, essendosi spezzato il ponte dialogico con l’«al di fuori», con il Tu. Chiaro esempio e concausa di questa chiusura dell’Io di fronte al Tu sono i sistemi filosofici, su tutti l’Idealismo, visto come proiezione auto-referenziale dell’Io. La “filosofia dell’oggettivo” non cerca nessun dialogo, ma nel definire scientificamente il reale, nello scoprire e nell’agire di conseguenza, innalza l’Io solitario sull’altare del progresso, della conoscenza; e l’Io si compiace di tanta oggettività, oggettività che è però in fondo un suo prodotto. Secondo Ebner il pensiero moderno manifesta una tendenza a rifugiarsi in sé stesso, pretendendo di fondarsi razionalmente a partire per l’appunto da sé stesso. Dal pensare solitario però sorge unicamente il concetto astratto, un pensiero auto- 1 Ferdinand Ebner, La parola e le realtà spirituali. Frammenti pneumatologici, ed. it., a cura di Silvano Zucal, ed. San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 1998, pagg. 137-138. (Edizione originale: Ferdinand Ebner, Das Wort und die geistigen Realitäten. Pneumatologische Fragmente, Brenner Verlag, Innsbruck 1921).

Anteprima della Tesi di Tiziano Montibeller

Anteprima della tesi: Filosofia della musica in Ferdinand Ebner e Martha Nussbaum, Pagina 5

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Tiziano Montibeller Contatta »

Composta da 161 pagine.

 

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