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L'arte del manifesto al tempo della réclame: il caso Campari

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come Parigi che nel XIX secolo viene descritta come “la città per antonomasia”. 20 Il prefetto Haussmann 21 aveva trasformato la capitale francese in una metropoli, «enfatizzando l’importanza dei sistemi di comunicazione, costruendo strade, assi, boulevards, dotando la città di un adeguato sistema di fognature e di acqua potabile» 22 . Grazie a questi cambiamenti, Haussmann aveva mutato non solo l’aspetto della città ma anche il modo di viverla, di rapportarsi ad essa; le strade erano diventate dei luoghi di passeggio ed i negozi e le vetrine cominciavano a concentrarsi nei boulevards facendoli diventare una sorta di salotto all’aperto. «Nelle lussuose e confortevoli gallerie la funzione commerciale si fonde con una componente ludica, sociale, di relazione, anticipando dinamiche che caratterizzano i grandi magazzini. Proprio nei passages e nelle grandi esposizioni si genera il processo di spettacolarizzazione pubblicitaria dello spazio urbano, di fruizione collettiva ed individuale al tempo stesso delle merci». 23 È in questi luoghi di flânerie 24 e di commercio che compaiono i primi manifesti accompagnando la vita della città, che sta cominciando a divenire anche accelerata e frenetica. «Il manifesto propugna una nuova forma di fruizione, disturbata, casuale, distratta. Si inserisce nei circuiti della metropoli come un cortocircuito ottico, capace di colpire con immediatezza, sintesi, colore appunto. Sorta di blitz della 20 C. A. Quintavalle, Pubblicità: modello, sistema, storia, Milano, Feltrinelli economica, 1977, p. 39 21 Haussmann Georges-Eugéne (Parigi 1809 - ivi 1891). Politico francese. Entrato nella carriera amministrativa sotto la monarchia di luglio, si avvicinò durante la Repubblica alle posizioni di Luigi Napoleone Bonaparte, che lo nominò prefetto (1849). Favorevole al colpo di stato del 2 dicembre 1851 e poi al secondo impero, divenne prefetto della Senna (1853-1869). Circondatosi di architetti e ingegneri, predispose lunghi e intensi lavori di abbellimento e di risanamento di Parigi (dalla creazione dei giardini al tracciato dei grandi boulevard rettilinei, funzionali tra l'altro anche alla repressione di eventuali sommosse, dalle fogne agli acquedotti), che rafforzarono l'immagine del regime e trasformarono il volto della capitale. Abbattuti i vecchi quartieri proletari del centro, focolai rivoluzionari fin dal 1789, i ceti popolari furono costretti a trasferirsi in periferia, mentre al nuovo ordine urbanistico fece da contraltare un efficiente controllo poliziesco. Travolto da uno scandalo legato agli ingenti capitali investiti nei lavori, fu destituito. Nominato barone e poi senatore (1857), fu eletto deputato nel 1877. 22 P. Papakristo, “La visibilità trasparente” in Archeologie della pubblicità, a cura di P. Papakristo e D. Pitteri, Napoli, Liguori editore, 2003 ,p. 112 23 P. Papakristo, opera citata, p. 113 24 passeggiare senza fretta per le vie della città . Flâneur: colui che esercita l’arte della speculazione intellettuale ed estetica che nasce dal passeggiare. 16

Anteprima della Tesi di Antonella Morese

Anteprima della tesi: L'arte del manifesto al tempo della réclame: il caso Campari, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Antonella Morese Contatta »

Composta da 199 pagine.

 

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