Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il modello di sviluppo economico della Toscana: note sul ruolo della Pubblica Amministrazione

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

5 1.1 - L'economia toscana del dopoguerra fino al "boom economico" L'Italia esce dalla seconda guerra mondiale, come ovvio, con significativi danni a tutto l'apparato produttivo sia pubblico che privato, con un sistema agricolo anch'esso fortemente danneggiato. In questo contesto anche la Toscana presenta le stesse condizioni del resto d'Italia, accentuate, in senso negativo, dall'emarginazione subita nel corso della industrializzazione del periodo bellico (industrializzazione che ha riguardato essenzialmente l'area del Nord Ovest ed il triangolo industriale in particolare) e dalla presenza di un sistema produttivo agricolo incentrato sul contratto di mezzadria 1 . Tale sistema produttivo rappresenta alla fine degli anni '40 un sistema ormai anacronistico per la nuova realtà economica che sta nascendo. La Toscana, nei primi anni del dopoguerra, appare appunto caratterizzata (ed è questa l'immagine che se ne ha all'esterno d'Italia e nel mondo) da una realtà agricola statica, fondata sul contratto di mezzadria 2 (che ancora costituiva il cuore economico regionale) e da una realtà industriale formata da una miriade di piccole e piccolissime imprese, qua e là accompagnate da imprese di medie dimensioni sopravvissute al periodo bellico 3 . In tale contesto l'internazionalizzazione dei mercati e l'apertura degli scambi conseguenti alla ripresa post-bellica trova impreparata l'economia toscana, che vede aumentare il suo distacco dalla realtà del triangolo industriale 4 , non riuscendo ad inserirsi con le proprie imprese, di piccole e piccolissime dimensioni, nel nuovo circuito internazionale degli scambi. La Toscana perde quindi posizioni e forza nel panorama nazionale parallelamente alla (ovvero in conseguenza della) alla perdita di rappresentatività nelle sedi istituzionali ed in particolare nel Governo e dei Ministeri competenti sulla programmazione economica. La situazione muta considerevolmente agli inizi degli anni '60 quando, con lo sviluppo economico del c.d. "miracolo italiano" anche la Toscana vive il suo momento di rapida crescita. Si verifica in particolare quel processo, così ben descritto in letteratura 5 , di fuga dalla campagna di una grande massa di persone (attratte dal "clima" delle moderne città 6 e deluse dal sistema mezzadrile e dai relativi vincoli ed inefficienze), attrezzate per capacità ed esperienza 7 , a costituire i protagonisti e gli utenti della c.d. industrializzazione leggera della Toscana. Questa massa di lavoratori è pronta e di lì a poco andrà a costituire l'ossatura del sistema economico regionale che ancora oggi costituisce una parte importante dell'economia Toscana: il sistema delle piccole e piccolissime imprese.

Anteprima della Tesi di Simone Chiarelli

Anteprima della tesi: Il modello di sviluppo economico della Toscana: note sul ruolo della Pubblica Amministrazione, Pagina 3

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Simone Chiarelli Contatta »

Composta da 69 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 784 click dal 05/05/2006.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.