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Due Process Clause

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Alla divisione formale in articoli, paragrafi e sezioni si aggiunge e si sovrappone una divisone sostanziale sotto forma delle cosiddette “clauses” (clausole) utilizzata successivamente negli stessi emendamenti del “Bill of Rights” e anche successivi. Si può portare più di un esempio per fare intendere questa particolare suddivisione. Possiamo partire dalla “necessary and proper clause” di cui all’articolo uno, volta a conferire al Congresso il potere legislativo che gli è necessario per portare avanti le specifiche attribuzioni contenute nell’articolo stesso, su cui poi si sono sviluppate varie ed importanti dottrine legittimanti l’invadenza del potere federale su quello statale molto più di quanto gli stessi costituenti potessero prevedere e forse sperare. Un altro esempio lo possiamo trovare nella “commerce clause” di cui allo stesso articolo, la quale conferisce al congresso il potere di regolamentazione del commercio tra i singoli Stati interni; o ancora la “supremacy clause” del sesto articolo ricavata dall’ espressione: < shall be the supreme law of the land > dalla quale si è letta la prescrizione costituzionale di una piramide giudiziaria con al vertice appunto la Corte Suprema federale, guida delle Corti Supreme dei singoli Stati nelle decisioni più importanti, quindi essa stessa ultimissimo grado di appello per qualsiasi decisione. Importantissime sono infine le “due clauses”, contenute già nel primo articolo, le quali vogliono limitare gli abusi del potere legislativo nei confronti dei singoli cittadini; dalla garanzia dell’Habeas Corpus al divieto di irretroattività del precetto penale (“ex post facto law”), alla “contract clause” garanzia della non ingerenza statale negli interessi regolati dall’autonomia contrattuale delle parti: divieti questi rivolti anche agli stessi singoli Stati e che costituiscono la base di quanto verrà poi fatto con il quattordicesimo emendamento. Come si è detto in precedenza, i primi dieci emendamenti alla costituzione rappresentano il “Bill of Rights”, ossia la carta dei diritti fondamentali dei cittadini americani. Le costituzioni odierne contengono solitamente una serie di enunciati, spesso enfatici, riguardanti diritti individuali, ed una serie di garanzie più o meno efficaci per evitare la violazione da parte dei pubblici poteri dei suddetti diritti. Questo modello oggi così sfruttato trova la sua origine in questi primi dieci emendamenti introdotti nel lontano 1791 dal Congresso dei neonati Stati Uniti. Si dice dunque che il “Bill of Rights” americano è estremamente innovativo, vuoi per la completezza dell’elenco dei diritti in esso contenuti, vuoi per il carattere rigido degli stessi, che sono appunto al di fuori della portata del legislatore ordinario; si voleva creare un elenco di diritti superiore. I primi dieci emendamenti possono in fondo considerarsi una vittoria degli antifederalisti poiché in origine limitano esclusivamente il potere del governo federale: solo infatti nel 1868 il quattordicesimo emendamento estendeva la tutela dei diritti limitando anche il potere dei singoli Stati. Molte delle garanzie contenute nel “Bill of Rights” sono parte del comune patrimonio della 4

Anteprima della Tesi di Lorenzo Bogo

Anteprima della tesi: Due Process Clause, Pagina 4

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Lorenzo Bogo Contatta »

Composta da 40 pagine.

 

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