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''Quante cose al mondo vuoi fare...'': ipotesi di rilancio di Cedrata Tassoni

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l’eventuale presenza di alcool non sia superiore all’1% del volume. Questa qualificazione è normalmente utilizzata con riferimento alle bevande fredde e, nel senso più ampio del termine, comprende le seguenti categorie: acque confezionate, bibite dolci frizzanti, bibite dolci piatte, succhi e nettari di frutta. In quanto prive di alcool, le bevande analcoliche godono di una destinazione di consumo più universale (sia in termini di consumatori che in termini di occasioni di consumo). Osservando la natura e la composizione dei prodotti, con il termine Bibite Analcoliche ci si riferisce, invece, alle bevande analcoliche rinfrescanti, dolci, frizzanti o piatte5. In termini più precisi le bibite analcoliche sono bevande rinfrescanti a base di: • acqua (in genere oltre l’80%), • zuccheri (o dolcificanti), • sostanze aromatizzanti, • eventuali altre sostanze edibili di origine vegetale (quali succhi e/o puree vegetali, estratti e/o infusi di caffè, tè e altre piante, ecc.) e, talvolta, anche elementi arricchenti di varia natura (quali vitamine, sali minerali, sostanze energizzanti, ecc.). Oltre a queste componenti di base, le bibite analcoliche possono contenere, secondo le soluzioni ricettistiche, eventuali altre sostanze residuali6. Ad esempio, prendendo in esame Cedrata Tassoni, essa è, per definizione, una bibita carbonata all’8% di residuo secco, a base di essenza o alcolato di cedro dal classico colore giallo, grazie alla presenza di specifici coloranti. In Italia si consumano quasi 5 miliardi di litri annui di bevande analcoliche, di cui 3 miliardi di litri circa di bibite gassate e 2 miliardi di litri di bevande piatte. Ai fini della nostra ricerca, prenderemo in considerazione quella parte di mercato che definisce il comparto delle BAG, le bibite analcoliche gassate o tartarico. Il saccarosio può essere sostituito dal destrosio nella misura massima del 10%, mentre l'eventuale contenuto di alcool etilico non deve superare l'1% (D.P.R. 19.5.1958, art. 2). La denominazione "gassosa" è riservata alla bibita incolore preparata con acqua potabile gassata ed edulcorata con saccarosio con l'eventuale aggiunta di acido citrico, acido tartarico ed essenza di limone (D.P.R. 19.5.1958, art. 6). 5 Fonte: Beverfood, Annuario 2006-2007, “Bibite e succhi in Italia” 6 Fonte: Beverfood 13

Anteprima della Tesi di Elisa Frasinetti

Anteprima della tesi: ''Quante cose al mondo vuoi fare...'': ipotesi di rilancio di Cedrata Tassoni, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Elisa Frasinetti Contatta »

Composta da 175 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2022 click dal 03/07/2006.

 

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