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Zone umide artificiali per la depurazione di reflui civili; valutazione dell'efficienza depurativa dell'impianto di Dicomano

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5 L’ Italia entra a far parte ufficialmente della Convenzione attraverso un Decreto, il D.P.R. del 13 marzo 1976, n.448, e un successivo D.P.R. del 1987, n.184. Nelle norme relative alle attività di tutela e prevenzione ambientale in materia di acque sono numerosi i riferimenti alle aree di “importanza internazionale” ai sensi della Convenzione di Ramsar, o comunque alle ZU in generale. Il nostro Paese ha promosso ed intrapreso azioni per la tutela delle ZU dichiarando di importanza internazionale 46 ZU nazionali per oltre 50000 ha. In Italia le ZU protette sono oggi numerose ma si tratta di una protezione teorica in quanto manca la sanzione corrispondente o comunque il criterio procedurale concreto in vista di sorveglianza e controllo sul territorio. La Legge n. 431 dell’8 agosto 1985 (c.d. Legge-Galasso) ha imposto il vincolo paesaggistico-ambientale anche per le ZU incluse nell’elenco di cui al D.P.R. 13 marzo 1976 n. 448. Le ZU possono essere definite secondo criteri di classificazione proposti sulla base di diversi approcci (localizzazione e topografia, idrologia, chimica dell’acqua, ecologia, ecc.) (APAT & CTN_NEB, Zone Umide in Italia, 2005). Le tipologie di classificazione condivise a livello internazionale, Corine Biotopes, Ramsar e MedWet, si basano sulla legislazione in materia di acque, le direttive europee sugli habitat e sugli uccelli e la convenzione di Ramsar. In particolare, la tipologia di classificazione Ramsar suddivide i differenti ambienti in funzione della conservazione dell’avifauna acquatica e pone nella classificazione degli ambienti le Zone Umide Artificiali. Le Aree Umide Artificiali sono strutture realizzate dall’uomo sia per ridurre il rischio idraulico lungo un bacino idrografico, sia come bacini di raccolta di acque destinate a diversi usi. Le stesse aree umide artificiali in certi casi hanno subito una “naturalizzazione” tale da renderle zone sottoposte a tutela. Inoltre negli ultimi decenni si è assistito ad un aumento di interesse delle aree umide artificiali e non, per il trattamento delle acque reflue civili. In materia di pianificazione ambientale delle acque rivestono particolare importanza a livello comunitario due direttive: la Direttiva 271/91/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane, e la Direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole. Il 22 dicembre 2000 è entrata in vigore la direttiva quadro nel settore delle acque, la Direttiva 2000/60/CE, secondo la quale ogni Stato membro deve individuare tutti i bacini idrografici presenti nel proprio territorio ed assegnarli a distretti idrografici.
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Informazioni tesi

  Autore: Barbara Cecchetti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze Ambientali
  Relatore: Aldo Iacomelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 157

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Parole chiave

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