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Nomi e segni notori (art. 21 n.3 legge marchi)

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5 Viviamo in un sistema economico di consumo e produzione di massa; ciò significa che un crescente numero di individui accede a pratiche di consumo che oltrepassano il semplice sostentamento; i prodotti industriali, distribuiti così come sono usciti dalla fabbrica, appaiono eccessivamente standardizzati e non abbastanza appetibili; è evidente che l’offerta anonima di tali prodotti non basta più a soddisfare una crescente domanda sociale di differenziazione e di distinzione. Se guardiamo al passato, ricordiamo che la piazza del mercato, così come la bottega erano luoghi di socializzazione; in questi luoghi l’acquisto di un prodotto era spesso legato alla personalità del suo produttore; la sua competenza, la sua onestà erano automaticamente trasferite ai suoi prodotti. “La produzione di massa rompe questa relazione e rende impossibile tale proiezione”.4 Alla luce del fatto che oggigiorno un elevato numero di aziende propone prodotti analoghi, se non addirittura uguali, per le aziende diventa sempre più difficile differenziarsi l’una dall’altra basandosi solo ed esclusivamente sul prodotto stesso. Infatti “la standardizzazione della produzione cancella o attenua le differenze qualitative fra i prodotti dello stesso genere, riconducendo la concorrenza a quella fra plus immaginari quali sono spesso le firme apposte sui prodotti stessi” 5 . In questo senso è proprio il marchio che si distacca dalle caratteristiche intrinseche al prodotto e permette alle aziende di arricchire e differenziare la propria produzione sul mercato e presso i consumatori6. 4 Cfr. A.SEMPRINI, La marca, Lupetti Editori, Milano, 1996, pag. 21. 5 Cfr. A.VANZETTI-V.DI CATALDO, Manuale di diritto industriale, Giuffrè, Milano, 2003, pag. 127. 6 Cfr. A.SEMPRINI, Marche e mondi possibili, Franco Angeli Editore, Milano, 2004, pag. 27 e seguenti. L’autore specifica che a causa della produzione di massa, è sempre più difficile per le aziende contraddistinguere i propri prodotti e farli riconoscere dal consumatore come esclusivi e diversi da quelli commercializzati da aziende concorrenti, convincendo così il consumatore all’acquisto. E’ pertanto necessario che i prodotti presentino, oltre alle qualità tradizionali e materiali come il prezzo, la taglia, il peso, il colore, anche caratteristiche che ne esprimano una determinata personalità che altri prodotti non possiedono. Si tratta degli aspetti che si possono definire come immateriali ovvero correlati a quanto tale prodotto evoca nell’immaginario del consumatore e che quindi attribuiscono al prodotto stesso un valore simbolico che il consumatore percepisce e in funzione del quale ne decide l’acquisto.

Anteprima della Tesi di Benedetta Rampi

Anteprima della tesi: Nomi e segni notori (art. 21 n.3 legge marchi), Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Benedetta Rampi Contatta »

Composta da 177 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.