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La tutela della concorrenza in campo bancario

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8 Il sopraggiungere della crisi internazionale del 1929 ha prodotto effetti destabilizzanti che hanno reso indispensabile l’adozione di una serie di provvedimenti straordinari per il salvataggio delle imprese in dissesto e per la ristrutturazione del sistema economico, tra cui vanno ricordati la costituzione dell’IMI (1931) e dell’IRI (1932),e soprattutto l’approvazione della legge bancaria del 1936. Quest’ultima nasce con l’essenziale finalità di tutelare la stabilità del sistema bancario e, conseguentemente, di evitare che le “tensioni concorrenziali” 2 potessero indurre le banche ad adottare comportamenti poco prudenti. Vengono, quindi, introdotti alcuni criteri ordinatori fondamentali: il principio della specializzazione del credito sotto il profilo istituzionale, temporale, operativo 3 ; il principio della separatezza fra banca e industria 4 ; il principio della vigilanza strutturale. In particolare il principio della vigilanza strutturale, in virtù del quale si attribuiscono alla Banca d’Italia ampi poteri che le permettono di delineare a discrezione la struttura del mercato creditizio, ha contribuito a creare un “sistema amministrato” che, se da un lato ha comportato una forte segmentazione dei mercati a scapito della competizione, dall’altro ha effettivamente favorito il raggiungimento di adeguati livelli di stabilità. La necessità, avvertita dalle Autorità di vigilanza,di stimolare la concorrenza nel sistema bancario italiano ha cominciato a manifestarsi, seppur lentamente, già nel corso degli anni Settanta. 5 Per quanto le Autorità avessero imposto, nel tentativo di fronteggiare le condizioni di fragilità dell’economia italiana 6 , due controlli di natura amministrativa, il massimale sugli impieghi e il vincolo di portafoglio, che avevano prodotto il mantenimento di 2 Desario (1996), p. 3 3 La specializzazione istituzionale, codificando l’esistenza di diverse categorie giuridiche di aziende di credito, aveva consentito di attribuire alle stesse ruoli differenziati in relazione alla rispettiva focalizzazione territoriale e alla segmentazione della clientela; la specializzazione temporale aveva consentito di separare le aziende di credito ordinario, dedicate prevalentemente all’esercizio dell’attività di intermediazione a breve termine, dagli istituti di credito speciale, orientati prevalentemente all’attività di intermediazione a medio e lungo termine; la specializzazione operativa rifletteva, nel caso di aziende di credito ordinario, soprattutto il concetto di competenza territoriale, mentre, nel caso degli istituti di credito speciale, richiamava anche il principio di specializzazione settoriale. 4 Il principio della separatezza tra banca e industria nasce dall’intento di prevenire il rischio di svalutazione delle attività di bilancio delle istituzioni creditizie in seguito alle forti commistioni con il mondo imprenditoriale. Vedi La Francesca, (2004). 5 Per un’analisi dei principali provvedimenti adottati dalle Autorità di vigilanza negli anni Settanta, miranti a stimolare la concorrenza, vedi Forestieri (1980), pp. 72-73. 6 Alla quale avevano contribuito, in particolare, gli elevati tassi di inflazione conseguenti agli shock petroliferi e gli alti tassi di interesse. Vedi, fra gli altri, Rossi (2003), Graziani (2005)
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La tutela della concorrenza in campo bancario

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Informazioni tesi

  Autore: Riccardo Ferriello
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Giovanni Somogyi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 264

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