Design nel museo. Strategie di merchandising

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1. La nuova identità del museo 11 come raccolta di oggetti (e assenza di qualsiasi informazione integrativa) o raccolta di informazioni (e completa assenza di oggetti). 16 L’opposizione di queste due visioni antitetiche è soltanto un’utile astrazione per capire che l’oggetto esposto non può prescindere da un’informazione integrativa che comunichi al visitatore la natura della collezione. In futuro l’informazione potrebbe avere il sopravvento sull’oggetto stesso, poiché la tendenza a far rimanere gli oggetti nel loro contesto naturale è oramai molto sentita: questo significa che un domani il museo potrebbe avere il solo ruolo di dare delle informazioni su qualcosa che sta altrove, cioè qualcosa che non è fisicamente presente all’interno della struttura del museo. L’interesse esclusivo per l’informazione, inoltre, consentirebbe di avere a disposizione una sorta di gran database contenente tutti quei dati utili per lo studio di un oggetto o di una collezione. A dire il vero, fin da quando il museo esiste discipline come la museologia o la museografia hanno accompagnato con informazioni le collezioni di un museo attraverso la catalogazione e l’ordinamento, cercando di costruire il “senso” di una collezione, cioè la collocazione logica di un oggetto assieme ad altri. In poche parole, la museologia ha sempre cercato di determinare un’unità di principi utili alla lettura degli artefatti, fermo restando però la necessaria presenza fisica di una collezione all’interno del museo. 17 Ciò che oggi viene criticato è soprattutto lo “sradicamento” che starebbe alla base della costituzione di una collezione; infatti, un’opera d’arte, uno strumento o un oggetto di vita quotidiana viene di solito portato via dal luogo di provenienza per essere ricollocato all’interno di un museo assieme ad altri pezzi, secondo un ordinamento logico estraneo alla natura originaria di opere concepite per un ben preciso ambiente. Il rapporto tra oggetto e il suo contesto naturale di riferimento è fondamentale per avere una visione completa di un fenomeno e per consentire ai fruitori di beni culturali di cogliere delle opportunità nella loro visita. A tal proposito richiamiamo l’attenzione al discorso sull’informazione: nell’idea della costituzione di un museo virtuale, cioè di un museo in cui la presenza fisica delle collezioni non è importante, esso può diventare una sorta di “collante” informativo che permetta una ricerca più idonea su un luogo o su un singolo artefatto. Ovviamente è ancora azzardato credere che i musei nel futuro possano diventare esclusivamente luoghi virtuali, dove tutto ciò che si trova è l’informazione, ma rivolgersi al miglioramento

Anteprima della Tesi di Fabio Di Salvo

Anteprima della tesi: Design nel museo. Strategie di merchandising, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Architettura

Autore: Fabio Di Salvo Contatta »

Composta da 162 pagine.

 

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