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I sistemi di controllo di gestione nelle amministrazioni centrali

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XIII quali è possibile differenziare l’organizzazione e la struttura dei Ministeri; si è infine definito lo stato di avanzamento in cui si trovano i Ministeri. ORGANIZZAZIONE E STRUTTURA Modello organizzativo - L’organizzazione generale dei Ministeri, come da normativa, può basarsi esclusivamente su due modelli: il più diffuso è quello dipartimentale che aggrega tutte le attività relative ad una funzione o ad un insieme omogeneo di funzioni strettamente connesse nel Dipartimento; dove questa scomposizione non è significativa si utilizza il modello “per Direzioni Generali e Segretariato Generale”. Dimensioni della struttura centrale e della struttura periferica - Metà dei Ministeri ha una struttura centrale di grandi dimensioni, l’alta metà di piccole dimensioni. Quasi tutti i Ministeri hanno una struttura periferica; in alcuni casi è di dimensioni rilevanti, in altri è trascurabile. Tipologia di attività - Tutti i Ministeri sono votati ad un’attività normativa; metà di questi possono però definirsi operativi in quanto hanno un significativo orientamento all’erogazione di servizi o alla produzione di prodotti. Collocazione organizzativa delle attività di controllo di gestione - Nell’organigramma di alcuni Ministeri sono presenti uffici che si occupano di controllo di gestione anche nelle Direzioni Generali, in altri Ministeri tali uffici sono presenti solo a livello dipartimentale o sono assenti. MODELLO DI CONTROLLO Modello dei centri di costo - In alcuni Ministeri la profondità del sistema di controllo di gestione si ferma alle Direzioni Generali, in altri casi si arriva agli uffici ed in pochi casi si va oltre. Finalizzazione - I dati possono essere rilevati, raggruppati e successivamente elaborati secondo tre viste: gerarchica, per processi, per progetti. La vista per processi può avere diversi livelli di sintesi generando così informazioni fruibili a diversi livelli organizzativi; in pochi Ministeri questa vista è sviluppata. Modalità di rilevazione - Le modalità di rilevazione dei costi sono stabilite dalla normativa; per gli altri aspetti il quadro è estremamente eterogeneo. Piano dei conti - La normativa prevede una struttura del piano dei conti su tre livelli; quasi nessun Ministero utilizza ulteriori classificazioni al quarto livello o modifiche delle nature di costo previste. Allocazione dei costi - I Ministeri attualmente adottano tre diverse soluzioni per l’allocazione dei costi: costi diretti, costo pieno con costi indiretti ripartiti in base al personale, costo pieno con costi indiretti ripartiti utilizzando l’Activity Based Costing. La maggioranza adotta la seconda soluzione. Modalità di valorizzazione - Nessun Ministero effettua attualmente una valorizzazione a preventivo sulla base di costi standard; la valorizzazione è effettuata a consuntivo ed in fase di budgeting si utilizzano i dati dell’anno precedente con gli opportuni ritocchi. Tipologia di indicatori - Le tipologie di indicatori più diffuse sono efficienza, efficacia ed economicità; alcuni Ministeri non hanno nemmeno queste, mentre altri affiancano a queste altre tipologie di indicatori.
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I sistemi di controllo di gestione nelle amministrazioni centrali

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Informazioni tesi

  Autore: Paolo Guido Albrici
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2004-05
  Università: Politecnico di Milano
  Facoltà: Ingegneria
  Relatore: Giovanni Azzone
Coautore: Roberto Casagrande
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 262

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