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Dalla percezione del rischio al risk management in sanità, il sistema di incident reporting della Regione Emilia Romagna

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13 strutturalista di orientamento funzionalista e questo significa che si occupa del modo in cui le strutture e i sistemi culturali mantengono l’ordine sociale e affrontano la devianza. I sociologi del rischio seguono, invece, uno strutturalismo di tipo critico, tendono perciò a privilegiare la critica dei modi in cui le istituzioni sociali esercitano il loro potere sugli individui. Il terzo gruppo adotta una prospettiva post-strutturalista che si basa sulla teoria foucaultiana e si pone come obiettivo quello di identificare i discorsi che contribuiscono alla costruzione delle nostre idee sulla realtà, non rigide ma in continuo mutamento. La linea fenomenologica, attraverso metodi qualitativi, pone la propria attenzione sui modi in cui gli individui sperimentano il proprio mondo, in quanto realtà da interpretare con l’aiuto dei significati e dei saperi condivisi. La concezione e i significati dipendono dal particolare contesto in cui risiedono i cittadini. Infine l’approccio psicoanalitico va ancora più a fondo ed esplora i processi psichici inconsci che mediano le risposte degli individui ad altri individui, agli oggetti e agli eventi. Gli approcci socioculturali in generale sostengono il costruttivismo sociale. È necessario, però distinguere tra due correnti che si differenziano tra loro per una visione debole o forte del costruttivismo. I sociologi del rischio si focalizzano su un costruttivismo debole caratterizzato da rischi legati a fatti oggettivi e calcolabili percepiti dagli individui attraverso la mediazione dei processi sociali, culturali e politici. L’approccio simbolico culturale e l’approccio della governamentalità prediligono un costruttivismo forte per cui non esiste nulla che possa essere considerato rischio in se stesso e tutto dipende da come si analizza il pericolo e da come si considera l’evento. Lupton sottolinea più volte che “chi difende il costruttivismo sociale, sia esso forte o debole, tende a sostenere che nessun rischio è mai pienamente oggettivo, che conoscere i rischi prescindendo dai sistemi di credenze e dai valori morali è impossibile: ciò che misuriamo, identifichiamo e gestiamo come rischioso è sempre fondato su saperi e discorsi preesistenti, il rischio risulta quindi un fenomeno costantemente costruito e negoziato in quanto elemento di una rete di interazione sociale e di produzione di senso”[Lupton 2003: 35].
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Indice dalla tesi:

Dalla percezione del rischio al risk management in sanità, il sistema di incident reporting della Regione Emilia Romagna

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Informazioni tesi

  Autore: Sara Mambelli
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Sociologia
  Relatore: Guido Giarelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 110

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