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Il sistema radiotelevisivo tra pubblico e privato. Una proposta di legge di iniziativa popolare

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1.2 Dalla non-ingerenza dello Stato alla tutela del pluralismo Sino a un certo momento, la libertà di comunicazione si è configurata prevalentemente come una pretesa del cittadino o di gruppi di cittadini nei confronti del potere politico, al quale si domandava soprattutto un’astensione, una non-ingerenza. Ma il procedere delle idee e del sentire democratico, con l’avvento dello Stato sociale interventista, ha determinato un significativo mutamento di atteggiamenti. L’Opinione Pubblica, come espressione del corpo sociale distinto dai poteri istituiti, è venuta acquisendo una importanza sempre maggiore nella definizione e nell’assetto della democrazia. Si conviene che alla formazione dell’opinione pubblica contribuiscano una serie molto complessa di fattori: dalla scuola alle manifestazioni dell’arte, dall’editoria allo spettacolo, dalla religione alle culture regionali; non solamente dunque essa è modellata dagli strumenti di comunicazione, che tuttavia ne rappresentano in certo senso il veicolo e il collante 5 . La progressiva consapevolezza del ruolo di tutte queste forme di comunicazione e il peso crescente dei nuovi strumenti ha modificato – come si diceva – il rapporto fra libertà di comunicazione e potere pubblico. Allo Stato non si domanda più solamente di astenersi dall’interferire sulle libertà di chi vuole comunicare, ma si chiede un intervento attivo per rendere effettiva ed efficace tale libertà. Dunque interventi volti soprattutto a garantire il pluralismo, ad agevolare le manifestazioni artistiche e di pensiero, a impedire che il peso crescente dell’economia determini concentrazioni di potere, a preservare le espressioni culturali deboli, e così via. Lo Stato non è più il possibile ostacolo alla libertà di comunicazione dal quale guardarsi e al quale domandare al più il libero accesso alle fonti; ma gli si chiede di essere il tutore e l’equilibratore delle diverse libertà che confluiscono nelle libertà di comunicazione, fino a favorire una comunicazione interattiva e la circolazione pluridirezionale dei messaggi che contribuiscono alla formulazione di una effettiva opinione pubblica 6 . E’ ovvio che in questo nuovo atteggiarsi della libertà comunicativa (una fase che stiamo vivendo non senza contraddizioni e resistenze) insorgono problemi delicati nella definizione dei confini tra pubblico e privato, tra esigenze economiche ed esigenze culturali in senso lato: basti pensare al crescente peso della pubblicità nella 5 LIPPMANN W., L’opinione pubblica, Donzelli, Roma 1995 (ed. orig. 1922); 6 CAVALLARI A., La fabbrica del presente. Lezioni di informazione pubblica, Feltrinelli, Milano 1990; 5
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Il sistema radiotelevisivo tra pubblico e privato. Una proposta di legge di iniziativa popolare

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Informazioni tesi

  Autore: Davide De Mitri
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università per stranieri di Perugia
  Facoltà: Lingua e Cultura Italiana
  Corso: Pubblicità e comunicazione d'impresa
  Relatore: Alejandro Marcaccio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 110

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Parole chiave

audiovisivo
comunicazione
correttezza informativa
democrazia
disciplina radiotelevisiva
informazione
libertà d'espressione
linguaggio televisivo
obiettività
pluralismo informativo
politco - sociale
politica
proposta di legge popolare
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