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Associazionismo comunale e competitività territoriale. La gestione consortile dei servizi.

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4 Nel sistema delle autonomie locali così delineato appare fondamentale il ruolo del prefetto 11 . Questo, infatti, rappresentava il potere esecutivo in tutta la provincia, provvedeva all’esecuzione delle leggi, vigilava sull’andamento delle pubbliche amministrazioni, sovrintendeva alla pubblica sicurezza (col diritto di disporre della forza pubblica e di richiedere l’intervento della forza armata). Doveva infine garantire la piena aderenza della politica provinciale e (indirettamente) comunale a quella centrale: a lui direttamente o alla deputazione provinciale da lui presieduta, la legge attribuiva i principali controlli sull’attività degli enti locali 12 . Con la l. 20 marzo 1865, n. 2248, quindi, l’Italia si presentava dopo l’unificazione con un ordinamento comunale e provinciale sostanzialmente plasmato sul modello francese. Il comune e la provincia sin da allora erano i due enti locali del sistema, con la possibilità di costituire forme associative per la gestione dei servizi comunali. Cominciano già ad emergere alcuni tratti comuni che caratterizzeranno la storia successiva degli enti locali: ξ una discreta autonomia che si manifesta soprattutto nella possibilità di eleggere i consiglieri; ξ la previsione di spese obbligatorie che finiscono per connotare l’ente locale come terminale periferico di politiche pubbliche; 11 Vedi S. Cassese, Il prefetto nella storia amministrativa, in Riv. Trim. dir. Pubbl., 1983, n. 4, pp. 1449 e ss.; cfr. anche Id., Centro e periferia in Italia. I grandi tornanti della loro storia, in ibidem, 1986, n. 2, pp. 594 ss. 12 Non a caso il sistema era generalmente chiamato “prefettizio”: l’amministrazione centrale controllava un complesso di enti locali a due o tre gradi, uniformemente ordinati su tutto il territorio, attraverso una rete di suoi organi locali che facevano capo appunto al prefetto (nome che fu dato nel 1861 alla massima autorità governativa nella provincia). Il titolo primo della legge, infatti, dava rilievo al ruolo del prefetto, il quale, in quanto dipendente dal Governo, diveniva il soggetto di maggiore spessore per realizzare un tessuto ordinamentale uniforme nella fase più delicata della nascita del Regno d’Italia. G. Melis, Le contraddizioni del centralismo “debole”, in Storia dell’amministrazione italiana 1861-1993, cit., pp. 77 e ss.
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Associazionismo comunale e competitività territoriale. La gestione consortile dei servizi.

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Informazioni tesi

  Autore: Stefano Stabile
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Gianfranco D'alessio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 178

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Parole chiave

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associazionismo
associazionismo comunale
competitivita territoriale
comuni
consorzio
gestione consortile dei servizi
piccoli comuni
servizi pubblici locali

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