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Associazionismo comunale e competitività territoriale. La gestione consortile dei servizi.

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2 Il Regno era diviso in una serie di livelli amministrativi (province, circondari, mandamenti e comuni) che dal centro giungevano fino ad investire la realtà periferica 4 . Nel comune, cellula base del sistema, erano previsti, peraltro senza nessuna distinzione di carattere territoriale, un consiglio comunale elettivo, una giunta provinciale, un segretario comunale (stipendiato dal comune e da esso stesso dipendente) ed un ufficio comunale 5 . I consiglieri comunali (proporzionali al numero della popolazione del comune) erano eletti dai cittadini di almeno ventuno anni “contribuenti” alle spese del comune di appartenenza. Il sindaco, nominato con decreto regio tra i consiglieri comunali, era definito dalla legge “capo dell’amministrazione comunale e ufficiale del Governo” (art. 97): era quindi, per un verso, rappresentativo della comunità locale, ma per altro verso, anello terminale del potere centrale 6 . La giunta era eletta dal consiglio comunale “nel suo seno” e “si rinnova ogni anno per metà”, al fine di ricambiare frequentemente la classe dirigente politica dell’ente. Le norme della contabilità comunale, previste nel Capo VI della legge, contenevano l’ossatura del sistema che arriverà sino ai nostri giorni. Le spese del comune erano suddivise in “obbligatorie e facoltative” (le spese obbligatorie sono espressamente indicate dall’art.115), con una ripartizione che sarà mantenuta anche nei successivi Testi Unici. Il comune possedeva, quindi, una notevole capacità di imposizione tributaria (poteva imporre dazi ed imposte) e una discreta autonomia finanziaria. 4 “Il Regno si divide in province, circondari, mandamenti e comuni”, art. 1 della l. 20 marzo 1865 n. 2248. 5 “Ogni comune ha un consiglio comunale ed una giunta municipale” nonché “ … un segretario ed un uffizio comunale”, art. 10 della l. 20 marzo 1865 n.2248. 6 In pratica era il ministro dell’interno che, su suggerimento del prefetto, procedeva alla scelta. Vedi G. Melis, Le contraddizioni del centralismo “debole”in Storia dell’amministrazione italiana 1861-1993, il Mulino, Bologna, 1999, p. 76.
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Associazionismo comunale e competitività territoriale. La gestione consortile dei servizi.

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Informazioni tesi

  Autore: Stefano Stabile
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Gianfranco D'alessio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 178

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Parole chiave

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associazionismo
associazionismo comunale
competitivita territoriale
comuni
consorzio
gestione consortile dei servizi
piccoli comuni
servizi pubblici locali

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