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Associazionismo comunale e competitività territoriale. La gestione consortile dei servizi.

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3 Emergeva, però, la scelta di fondo di imporre agli enti locali le spese obbligatorie, concependoli dunque come terminali periferici di politiche pubbliche delle quali essi non potevano determinare la gestione 7 . Inoltre, un complesso sistema di controlli facente capo al prefetto limitava l’autonomia comunale 8 . Si delineava, infatti, la presenza di una robusta “catena” di controlli sugli atti degli enti locali e la scelta di fondo di affidare questi controlli al ministero dell’interno, istituendo uno stretto legame tra questo, il prefetto e gli enti locali: questo legame rappresenta il tratto caratteristico del sistema 9 . La provincia era definita un “corpo morale” (art.152). Era costituita da un consiglio provinciale (elettivo, il numero dei consiglieri cambia secondo le dimensioni) e da una deputazione provinciale, “composta dal prefetto che la convoca e la presiede e di membri eletti dal consiglio provinciale a maggioranza assoluta di voti”. La funzione principale di questo ente era sostanzialmente quella di dar luogo ad una circoscrizione amministrativa uniforme per il nuovo Regno d’Italia. Le attribuzioni delle province, indicate nell’art. 154, erano perciò assai limitate come ente locale, ma di un certo spessore per quanto attiene il ruolo di controllo esercitato dalla deputazione provinciale in rapporto al merito dell’attività comunale 10 . 7 Proprio sulle spese obbligatorie, infatti, si giocherà, poi, gran parte del contenzioso per l’affermazione dell’autonomia locale. Per un approfondimento vedi G. Melis, Le contraddizioni del centralismo “debole”, in Storia dell’amministrazione italiana 1861-199, cit., pp.75 e ss. 8 La l. 14 giugno 1874, n. 1961, oltre ad assegnare allo Stato la quota di imposta dei fabbricanti, già assegnata alle province, aumentò il controllo dell’autorità tutoria sui comuni in materia di spese facoltative. In generale cfr. F. Volpi, Le finanze dei comuni e delle province del Regno d’Italia 1860-1890, Archivio economico dell’Unificazione italiana, serie II, Vol. V, Ilte, Torino, 1962. 9 Vedi R. Romanelli, Centralismo e autonomie, in Storia dello Stato italiano dall’Unità ad oggi, pp. 126 ss. 10 Vedi G. Lombardi, L’ordinamento degli enti locali, il Sole 24 ore, Milano 2001, pp.18-20.
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Associazionismo comunale e competitività territoriale. La gestione consortile dei servizi.

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Informazioni tesi

Autore: Stefano Stabile
Tipo: Tesi di Laurea
Anno: 2005-06
Università: Università degli Studi Roma Tre
Facoltà: Scienze Politiche
Corso: Scienze Politiche
Relatore: GianfrancoD'alessio
Lingua: Italiano
Num. pagine: 178

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Parole chiave

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associazionismo
associazionismo comunale
competitivita territoriale
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consorzio
gestione consortile dei servizi
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