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Superstudio - Progetti e pensieri 1966-1978

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12 Nel 1963 nasceva “Marcatre” che vedeva riuniti, attorno a Eugenio Battisti, intellettuali, artisti, critici e architetti, nel tentativo di rinnovare la ricerca metodologica in senso interdisciplinare. Era questo un obiettivo che determinava anche la forma peculiare di “Op. cit.”, fondata a Napoli da Renato De Fusco nel 1964: ma la prima era caratterizzata, rispetto alla seconda, caratterizzata da una rigorosa veste formale che si traduceva in una semplice trattazione scritta dei temi affrontati, da una struttura aperta che univa testo e grafica, anticipatrice di quella delle successive riviste della seconda metà degli anni sessanta e della stampa alternativa. Sempre nel 1963 riprendeva l’esperienza di “Edilizia Moderna” (conclusasi nel 1968) diretta da Franco Isalberti e ispirata da Vittorio Gregotti che da solo o in collaborazione, avvalendosi della grafica di Michele Provinciali, realizzava una serie di nove numeri monografici, fra i quali il n. 81, su Novecento e l’architettura, il n. 85, sull’ Industrial design ed il n. 87-88, sulla Forma del territorio. Il terreno sul quale era stata calata l’esperienza di Archigram in Italia, per esempio, era stato preparato in parte dalla rivista di “Edilizia Moderna” gestione Gregotti, ma soprattutto dalla rivista della neoavanguardia “Marcatre” che in questi primi anni sessanta iniziava una rilettura delle stesse avanguardie storiche, in architettura soprattutto quella costruttivista e futurista, unendo tale sforzo d’analisi alla comparazione delle strutture comunicative di linguaggi diversi, da quelli dell’arte classica e barocca a quello dei fumetti, sino a quelli delle neoavanguardie in pittura, poesia, musica, teatro, i dibattiti e le indagini sulla scienza, la tecnologia, i processi di consumo-obsolescenza 10 . A titolo esemplificativo vorrei ricordare che tra il 1967 e il 1968 “Marcatre” pubblicava, abbastanza esattamente, i progetti e le ricerche del gruppo Archigram. Negli articoli di Pizzinato e Villa che commentavano i lavori di questo gruppo, veniva puntualizzato innanzitutto il significato delle loro immagini basate sul rapporto tecnologia-iconografia urbana, rese nella loro dimensione fondamentale: quella della produzione di massa e della cultura di massa. I due autori arrivavano a sottolineare 10 Queste le pubblicazioni principali di “Marcatre” fra il 1967 e il 1968: • P. Pizzinato, M. Villa, Anni ’60: architettura come sospensione del senso, in “Marcatre” n. 37- 40, 1968; • UFO, Effimero urbanistico scala 1/1, in “Marcatre” 1968, n. 37-40; • UFO, Urboeffimeri avvenenti scala 1/1, in “Marcatre” 1968, n. 41-42; • Amirpour, Bracci, Gorelli, Maschietto, Il restauro dell’utenza, in “Marcatre” 1968, n. 46-49.
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Informazioni tesi

  Autore: Ilaria Bignotti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Conservazione dei Beni Culturali
  Relatore: Vania Strukelj
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 642

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