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Azioni positive e rappresentanza politica: il problema delle “quote rosa”

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Prima parte 1. Le azioni positive come “paradosso” dell’eguaglianza Le azioni positive, senza specificare per ora le diverse varianti di questo modello, sono senza dubbio un “nervo scoperto” (o se si preferisce, un paradosso) del principio costituzionale di eguaglianza e di promozione delle pari opportunità. Per un verso infatti, si tratta di uno strumento che la Corte Costituzionale (sentenza 109/93) ha definito “il più potente ... a disposizione del legislatore che (...) tende ad innalzare la soglia di partenza per le singole categorie di persone socialmente svantaggiate (...) al fine di assicurare alle categorie medesime uno statuto effettivo di pari opportunità di inserimento sociale, economico e politico”. Al tempo stesso, tuttavia, alcuni possibili contenuti delle azioni positive mettono in crisi tutta una serie di postulati e di implicazioni dell’eguaglianza: la parità formale, l’eguale accesso ai pubblici uffici sulla base di procedure selettive e meritocratiche, il buon andamento della Pubblica Amministrazione. Non a caso, tra le definizioni dell’istituto nell’esperienza comparata ritroviamo anche concetti come reverse discrimination (ampiamente usati nella letteratura politica e giuridica americana) ovvero come derecho disegual igualatorio (secondo una formula usata nella sentenza del Tribunal Constitucional spagnolo 269/94 ), dove è palese la consapevolezza della difficoltà di distinguere tra una discriminazione “positiva” o “benigna” (attuata cioè per favorire soggetti e gruppi deboli e svantaggiati) e una discriminazione “negativa” o “against”, contro qualcuno, per penalizzarlo ingiustamente, ovvero per approfittare della sua condizione 1 . Nel bene e nel male, l’orizzonte assiologico delle azione positive è dentro l’idea di eguaglianza e le sue molteplici prospettive. 1 L. GIANFORMAGCIO, Correggere le diseguaglianze, valorizzare le differenze: superamento o rafforzamento dell’eguaglianza?, in Dem. dir., 1986, I, 70. 2
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Azioni positive e rappresentanza politica: il problema delle “quote rosa”

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Informazioni tesi

  Autore: Fabrizio Meli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Scienze Politiche
  Relatore: Salvatore Curreri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 41

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art. 3 cost.
art. 51 cost e art. 117, comma 7, cost.
artt. 117, comma 7, e 51 della cost.
azioni positive
eguaglianza in senso sostanziale e “soggetti” tute
i partiti alla ricerca delle pari opportunità
la nuova legge elettorale esclude le donne
quote elettorali nel nuovo contesto cost.
quote rosa
rappresentanza politica
sentenza cost. n.109/93
sentenza n. 422/1995 e sentenza n. 49/2003

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