Rammarico e Bisogno di chiusura cognitiva

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Rammarico e Bisogno di Chiusura Cognitiva Vanessa Candido 3 INTRODUZIONE Per molti anni l’immagine di “homo economicus” che nella presa di decisione si affida alla razionalità, è stata sostenuta dalle scienze psicologiche ed economiche. Il punto di riferimento per spiegare i comportamenti è la teoria dell’utilità soggettivamente attesa (SEU) (Kanheman e Miller, 1982, 2002); le emozioni vengono considerate determinanti del comportamento irrazionale delle persone, fattori da reprimere e controllare. A partire dagli anni Settanta è stato riconosciuto alle emozioni un ruolo non solo positivo ma fondamentale nella presa di decisione, per la spiegazione della quale, i processi emotivi vengono considerati al pari della cognizione. Tra le emozioni più studiate nell’ambito della presa di decisione, c’è sicuramente il rammarico (regret). Esso è definito da Zeelenberg (1996, pag. 6, citato secondo Mannetti 2002): “Un’emozione negativa, cognitivamente determinata, che proviamo quando scopriamo o immaginiamo che la nostra situazione presente sarebbe stata migliore se avessimo agito in modo diverso”. Al rammarico è imprescindibilmente legato il ragionamento controfattuale, cioè l’immaginare un andamento dei fatti migliore rispetto a quello sperimentato, una scelta diversa e le conseguenze che da essa ne sarebbero derivate. Gli eventi per cui è più facile immaginare un andamento diverso dei fatti vengono definiti “anormali”, mentre “normali” sono gli eventi per cui è più difficile ipotizzare un andamento diverso. Kahneman e Miller (1986) con la teoria della norma affermano che una decisione presa cambiando lo status quo (cioè l’agire abituale) è causa di un rammarico più intenso poiché scatena molti ragionamenti controfattuali. Secondo la teoria sull’effetto dell’azione, (Kahneman e Tversky, 1982) le persone proverebbero maggiore rammarico per le azioni che per le omissioni, mentre secondo Gilovich e Medvec (1995) si verifica il contrario. Inman e Zeelenberg (2002) spiegano i risultati a cui sono giunti questi ultimi autori con il concetto di giustificabilità: non sarebbe l’aver cambiato lo status quo in sé, o l’agire o meno, che aumenta il rammarico ma il fatto che le azioni vengano considerate normali o anormali e possano quindi essere più o meno giustificabili.

Anteprima della Tesi di Vanessa Candido

Anteprima della tesi: Rammarico e Bisogno di chiusura cognitiva, Pagina 1

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Vanessa Candido Contatta »

Composta da 45 pagine.

 

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