L'ammissione dell'Italia alle Nazioni Unite (ONU) 1945-1955

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7 fascismo. Così i primi governi del dopoguerra si ritrovarono in una situazione difficile: dovevano dimostrarsi responsabili nei confronti degli alleati e intanto rendere conto all’opinione pubblica di come non si potesse ottenere tutto e sùbito. Per questo la domanda di ammissione alle Nazioni Unite poteva giovare al Governo italiano, accendendo in primo luogo una speranza di riscatto; testimoniando come l’Italia non si ritenesse in dovere di scontare una lunga trafila prima di ritornare a sentirsi pari agli stati vincitori; infine migliorando nel 1945 il difficile rapporto tra il Governo presieduto da Alcide de Gasperi e l’opinione pubblica nazionale: proprio mentre nell’Assemblea Costituente si stava per decidere se ratificare o no il trattato di pace. Naturalmente De Gasperi era a favore della ratifica, che avrebbe garantito il proseguimento del sostegno americano. E la domanda di ammissione alle Nazioni Unite sarebbe diventata un’àncora di salvezza nelle mani del Governo impegnato a difendere scelte difficili e impopolari. Queste considerazioni dovrebbero aiutare a comprendere l’ottica dalla quale si è considerata la lunga vicenda della candidatura italiana alle Nazioni Unite, vicenda che si protrasse per oltre dieci anni. Nell’affrontare la questione in uno studio sistematico ci siamo imbattuti in due tipi di difficoltà. Il primo tipo di ostacolo, ma non così grave, è stato posto dal poco spazio concesso alla questione specifica in

Anteprima della Tesi di Fazio Frosali

Anteprima della tesi: L'ammissione dell'Italia alle Nazioni Unite (ONU) 1945-1955, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Fazio Frosali Contatta »

Composta da 246 pagine.

 

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