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La repressione dei crimini di guerra: i tribunali ad hoc dell'ex Jugoslavia e del Ruanda

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15 3. La repressione dei crimini di guerra. Il meccanismo per la repressione dei crimini di guerra è disciplinato abbastanza dettagliatamente nelle Convenzioni di Ginevra e nel I Protocollo. Secondo le Convenzioni di Ginevra, ogni parte contraente ha il dovere di ricercare e processare i colpevoli di infrazioni gravi. L’obbligo incombe a ciascuna parte contraente; quindi anche ai neutrali. Le disposizioni comuni alle quattro Convenzioni si ispirano al principio dell’universalità della giurisdizione internazionalmente imposta. Lo Stato in cui il reo si trova ha l’obbligo di sottoporlo a procedimento penale, anche qualora non abbia un particolare titolo giuridico. Se preferisce, lo Stato in cui il reo si trova può consegnarlo allo Stato che lo richieda, che normalmente vanterà un particolare titolo di giurisdizione. La “consegna” deve però avvenire in conformità alla legislazione dello Stato in cui i colpevoli si trovano e purchè la parte richiedente “possa far valere contro dette persone prove sufficienti 24 ”. La repressione dei crimini di guerra, pur essendo internazionalmente prevista, era fino ad epoca recente esclusivamente affidata ai tribunali interni. 24 Sul punto si è osservato che le Convenzioni di Ginevra mostrano, la loro debolezza, poiche lo Stato in cui il reo si trova può rifiutare di processarlo per mancanza di prove. Nello stesso tempo può rifiutare di estradare il reo allo Stato che è in possesso delle prove, perché la propria legislazione non lo consente (DRAPER, “The Geneva Conventions of 1949”, RC, 1965-I, p. 159). Il CICR aveva invano proposto una disposizione, da inserire nel I Protocollo addizionale, volta a superare queste difficoltà ed a facilitare l’estradizione di coloro che avessero commesso infrazioni gravi. Nel I Protocollo non compare alcuna disposizione particolarmente cogente in materia di estradizione. Un cenno è contenuto nell’art. 88, secondo cui le parti contraenti coopereranno in materia di estradizione. Esse hanno solo l’obbligo di prendere debitamente in considerazione la domanda proveniente dallo Stato dove l’infrazione è stata commessa. Ma la legge applicabile è quella dello Stato richiesto. Qualora quest’ultima non consenta l’estradizione, lo Stato richiesto non è obbligato a consegnare il reo. (Così come rileva ZANARDI-VENTURINI, in Crimini di guerra e competenza delle giurisdizioni nazionali, Milano, 1998).
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La repressione dei crimini di guerra: i tribunali ad hoc dell'ex Jugoslavia e del Ruanda

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Informazioni tesi

Autore: Denis Bosco
Tipo: Tesi di Laurea
Anno: 2004-05
Università: Università degli Studi Suor Orsola Benincasa - Napoli
Facoltà: Giurisprudenza
Corso: Giurisprudenza
Relatore: FrancescoCaruso
Lingua: Italiano
Num. pagine: 162

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