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La repressione dei crimini di guerra: i tribunali ad hoc dell'ex Jugoslavia e del Ruanda

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5 2. I crimini di guerra e la loro evoluzione storica. Per una definizione dei crimini di guerra occorre, prendere le mosse dal riferimento normativo “classico”: l’art. 6 dello Statuto del Tribunale Militare Internazionale, allegato all’Accordo di Londra “for the Prosecution and Punishment” dei grandi criminali di guerra dell’Asse Europeo, vincolante 23 Stati 9 . Nello Statuto si trova l’indicazione di tre importanti categorie di crimini internazionali, vale a dire, i “crimini contro la pace”, “crimini di guerra” e “crimini contro l’umanità 10 ”. Tali crimini internazionali venivano, in virtù dell’Accordo tra gli Stati firmatari, a ricadere nella competenza giurisdizionale del Tribunale e comportavano il sorgere della responsabilità di chi li aveva commessi 11 . Lo Statuto del Tribunale Militare Internazionale di Norimberga, dunque, affrontava in modo alquanto generale il problema di dare una definizione approfondita dei crimini, limitandosi, invece, a percorrere la forse più semplice strada della elencazione delle fattispecie criminose, i cui autori la costituenda giurisdizione internazionale avrebbe dovuto “processare e punire “. Per i soli crimini di guerra lo Statuto abbozza una definizione. Le violazioni delle leggi e degli usi di guerra elencate sono: l’omicidio volontario, il maltrattamento o la deportazione per costringere a eseguire 9 Stati Uniti, Regno Unito, Unione Sovietica e Francia sono gli originari contraenti; Australia, Belgio, Cecoslovacchia, Danimarca, Etiopia, Grecia, Haiti, Honduras, India, Iugoslavia, Lussemburgo, Norvegia, Nuova Zelanda, Olanda, Panama, Paraguay, Polonia, Uruguay e Venezuela hanno aderito tra settembre e dicembre 1945. TARANTINO-ROCCO-SCORRANO, Il processo di Norimberga. Scritti inediti e rari, Milano, 1999. 10 La suddivisione dei crimini in tre categorie, riguarda, il processo di Norimberga. Ma ora ci si accorge che tutte le tre categorie sono in realtà riconducibili, sotto il profilo dell’oggettività giuridica, ad un minimo comune denominatore che è, appunto, la nozione di umanità. Le tre categorie appartengono ad un “genus comune”, con la denominazione di “crimini di lesa umanità”, così come rileva TOMASSI FEDERICO in Crimini contro l’umanità, p.16. 11 GIULIANO- .SCOVAZZI - TREVES, Diritto internazionale, cit, p. 183.
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La repressione dei crimini di guerra: i tribunali ad hoc dell'ex Jugoslavia e del Ruanda

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Informazioni tesi

Autore: Denis Bosco
Tipo: Tesi di Laurea
Anno: 2004-05
Università: Università degli Studi Suor Orsola Benincasa - Napoli
Facoltà: Giurisprudenza
Corso: Giurisprudenza
Relatore: FrancescoCaruso
Lingua: Italiano
Num. pagine: 162

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